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Pd Lodigiano: “Sindaci leghisti vogliono impugnare il Dpcm? Inutile e ridicolo”

Richiesta maggiore responsabilità a chi sta facendo "inutile polemica".

Pd Lodigiano: “Sindaci leghisti vogliono impugnare il Dpcm? Inutile e ridicolo”
Lodi, 06 Novembre 2020 ore 11:27

Nei giorni scorsi abbiamo assistito al classico rimpallo di responsabilità tra destra e sinistra, che ha in parte preso forma in diversi botta e risposta tra sindaci, consiglieri comunali e regionali. Dopo le richieste di alcuni sindaci leghisti del Lodigiano, il Pd territoriale ha diramato nella giornata di ieri una nota in cui chiede maggiore responsabilità a chi sta facendo “inutile polemica”.

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Il comunicato del Pd Lodigiano

I sindaci leghisti del Lodigianosmettano di perdere tempo in inutili polemiche contro il Governo inseguendo le dichiarazioni fuori controllo di Fontana.
Questo è più che mai il momento della responsabilità e se davvero gli amministratori locali intendono fare il bene delle loro comunità devono rivolgersi in primo luogo a chi in Lombardia aveva la responsabilità di mettere il sistema sanitario regionale in condizioni di affrontare nuovi urti della pandemia ed evidentemente non è stato in grado di farlo in modo del tutto adeguato, trascurando fondamentali elementi di prevenzione territoriale e interventi strutturali sugli ospedali.
Non c’è più tempo per altri rimpalli e titubanze dettati solo da calcoli di convenienza politica. Le nuove e severe misure che da domani entreranno in vigore in Lombardia non sono frutto di una perfida volontà governativa di penalizzare la Regione, bensì la conseguenza di dati sull’andamento dei contagi e dei ricoveri ospedalieriche sono raccolti e trasmessi proprio dalla Regione e che attestano una tendenza al peggioramento.
Il meccanismo messo a punto con l’ultimo Dpcm consente però non solo di modificare la classificazione di gravità di una Regionema anche di fare distinzioni tra zone all’interno di una stessa Regione, naturalmente sulla base di dati precisi e di un doveroso confronto con il Ministero della Salute, non perché si sbraita sulla stampa.
Per capire se la condizione del Lodigiano sia complessivamente meno critica di quella di altri territori lombardi e se ciò possa consentire di non sottoporre il territorio alle misure più rigide è necessario che la Regione mantenga un attento monitoraggio dei dati ed un costante rapporto con il Ministero, verificando i presupposti per attivare il meccanismo di revisione previsto in modo preciso dal comma 2 dell’articolo 4 del Dpcm (“Con ordinanza del Ministro della Salute, d’intesa con il Presidente della Regione, può essere prevista, in relazione a specifiche parti del territorio regionale, in ragione dell’andamento epidemiologico, l’esenzione dall’applicazione delle misure”).
Che il Sindaco di Casalpusterlengo, o di Codogno (che è pure Presidente della Provincia) o di Lodi, se la prendano con il premier Conte annunciando di impugnare il Dpcm non è solo vagamente ridicolo, è soprattutto completamente inutile.
Chiedano invece a Fontana di comportarsi da Presidente della Lombardia e non da polemista di partito, assumendosi le responsabilità che competono al suo ruolo, in coordinamento con quelle degli altri livelli istituzionali coinvolti. Solo così sarà possibile uscire dalla Zona Rossa ed è ovvio che tutti ci auguriamo che ciò avvenga presto e bene, con la sanità territoriale messa nelle condizioni di dare tutti i servizi e svolgere tutte le attività necessarie a contrastare il virus, dalla prevenzione alla diagnosi alla cura.

Le parole di Casanova

Il sindaco di Lodi, dopo i chiarimenti di ieri di Attilio Fontana, ha commentato così la situazione:

Al tavolo di confronto con il presidente Fontana sono emersi questo pomeriggio i primi chiarimenti in merito al nuovo DPCM e all’ordinanza del Ministero della Salute, in particolare per quanto riguarda l’eventuale differenziazione delle misure restrittive da applicare in ogni territorio.
Ho chiesto di conoscere con chiarezza i dati sulla situazione epidemiologica del Lodigiano per valutare un allentamento delle limitazioni, non appena sarà possibile ed esclusivamente se l’andamento dei parametri analizzati lo consentirà.
Ringrazio fin da ora il Presidente che si è detto disponibile a prendere in considerazione le richieste dei territori, facendosene portavoce presso il Ministero della Salute.
Dobbiamo tutti essere consapevoli della necessità di raggiungere un difficile, ma necessario punto di equilibrio tra la tutela della salute e la tenuta del nostro tessuto socio-economico già messo a dura prova in questi mesi.

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