tavazzano con villavesco

Scontri a Tavazzano, SiCobas e lavoratori della logistica incontrano il Prefetto

I delegati sindacali hanno chiesto al Prefetto di far chiarezza su quanto emerso per individuare i responsabili delle violenze.

Scontri a Tavazzano, SiCobas e lavoratori della logistica incontrano il Prefetto
Cronaca Lodi, 15 Giugno 2021 ore 09:57

Dopo gli scontri avvenuti nella notte tra giovedì 10 e venerdì 11 giugno 2021 a Tavazzano con Villavesco, davanti all'hub lodigiano della logistica Fedex, nella giornata di ieri, lunedì 14 giugno 2021, lavoratori e sindacato hanno manifestato davanti alla Prefettura di Lodi chiedendo che i colpevoli dell'attacco vengano identificati.

(In copertina immagine tratta dal gruppo Facebook di SiCobas)

Corteo a piedi fino alla Prefettura

Il corteo di manifestanti, organizzato dal sindacato SiCobas, è arrivato fino alla Prefettura di Lodi a piedi, intonando cori e invocando i propri diritti a gran voce.

Alle 13 i delegati sindacali avevano un appuntamento con il prefetto di Lodi Giuseppe Montella: la riunione è durata un paio d'ore, al termine della quale è stata diffusa una nota di SiCobas:

"Il Prefetto di Lodi, Giuseppe Montella, ha ricevuto una delegazione dei SiCobas, oggi in presidio davanti alla Prefettura in relazione agli episodi occorsi a Tavazzano lo scorso giovedì notte, presso l’Azienda Zampieri. Nel condividere le preoccupazioni dei lavoratori della cooperativa dipendente dalla logistica Fedex-TNT di Piacenza per la perdita di posti di lavoro, il Prefetto ha assunto l’impegno a rappresentare la delicata situazione della logistica agli organi centrali affinché si possa riprendere un tavolo interistituzionale di confronto ed esame volto a pervenire a una regolamentazione del settore con particolare riferimento ai rapporti tra le logistiche e le cooperative dei lavoratori dipendenti. Tenuto conto che sempre più frequenti sono le chiusure delle logistiche con trasferimento delle attività presso altri stabilimenti, il Prefetto, su richiesta degli interessati, si è impegnato a verificare presso i competenti Ministeri la possibilità che la nuova azienda possa assorbire i lavoratori licenziati. Disporrà l’intensificazione delle attività info-investigative al fine di verificare la sussistenza di eventuali situazioni di irregolarità presso l’Azienda Zampieri riguardante i servizi di vigilanza, che ad avviso dei rappresentanti sindacali, avrebbero provocato la contrapposizione. In accoglimento delle richieste dei partecipanti, ha assicurato l’interessamento della Regione Lombardia per verificare la possibilità di abbreviare i tempi per l’erogazione della cassa integrazione guadagni. Il Prefetto ha, tuttavia, ribadito con forza la necessità del rispetto delle regole nell’ambito della legittima contrapposizione tra il diritto di sciopero e quello del regolare svolgimento dell’attività lavorativa. Ha rammentato ai rappresentanti sindacali la necessità che le manifestazioni di protesta siano precedute dal congruo preavviso agli Organi di Polizia, così come previsto dalla vigente normativa in materia. In merito alla dinamica dei fatti dello scorso giovedì a Tavazzano, ha riferito che l’individuazione delle relative responsabilità rientra nella competenza della Magistratura che sta indagando in merito ai fatti accaduti”.

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La Procura indaga sugli scontri della scorsa settimana

Fin da subito la la Procura di Lodi ha aperto un fascicolo per far luce sulla vicenda: anche a livello politico sono arrivate pressioni affinché si chiariscano tutti gli aspetti di quella notte, ricollegando eventuali (necessarie) responsabilità.

Interesse nazionale

La vicenda ha avuto un ampio eco nazionale: la situazione precaria del settore logistico è ormai sotto gli occhi di tutti e - troppo - spesso i diritti dei lavoratori paiono essere messi in bilico da interessi contrastanti. Tra i tanti che hanno commentato la notizia c'è anche Gad Lerner, conduttore e giornalista televisivo, che chiede chiarezza non solo su quanto successo ma anche sul ruolo della Polizia presente durante l'aggressione:

Resto in attesa di sapere perché a Tavazzano la Polizia di Stato, benché schierata in tenuta antisommossa, se ne sia rimasta immobile ad assistere all'inseguimento e al pestaggio dei facchini che protestavano davanti alla sede della Zampieri da cui sono usciti i picchiatori. Chi gli ha ordinato di lasciarli fare, per lunghi interminabili minuti, ha disonorato la divisa. Qui di seguito vi propongo il mio commento uscito su Il Fatto Quotidiano
Chi erano le decine di picchiatori col gilet catarifrangente usciti nel cuore della notte dal magazzino Zampieri di Tavazzano per dare la caccia ai facchini della FedEx Tnt che protestavano perché licenziati?
Li hanno inseguiti per strada lanciando assi di pallet, li hanno pestati furiosamente lasciandone nove feriti a terra, uno dei quali con la testa rotta. Da chi era composta la squadraccia? Dipendenti esasperati, come sostiene l’azienda? Guardiani reclutati per l’occasione? O tutti e due insieme, com’è più probabile?
L’unica cosa certa è che qualcuno ha dato l’ordine di partire all’assalto criminale. E che per lunghi, interminabili minuti gli agenti di polizia, benché dotati di casco e strumenti antisommossa, hanno assistito immobili alla consumazione del pestaggio. “Voi non fate qualcosa?”, si sente gridare invano, nel filmato diffuso dal Si Cobas, a disonore degli uomini in divisa.
Quella che fa paura è la divisa da lavoro dei picchiatori impuniti, ormai presenza abituale nelle vertenze che infiammano i centri nevralgici della logistica, fra Emilia Romagna e Lombardia, dove entrano in collisione il boom dei profitti e lo sfruttamento del lavoro povero somministrato in cooperative-fantasma.
La disperazione del facchinaggio notturno, che ormai quasi solo gli immigrati sono disposti a sobbarcarsi, degenera nel far west degli appalti sregolati. 280 ne ha lasciati a casa la multinazionale statunitense cui è concesso di non assumerli direttamente. Altri ne trasferisce. Li mette gli uni contro gli altri. Finge di trattare coi sindacati confederali sicché gli abbandonati trovano appoggio solo nei Cobas. Guerra fra poveri, che quando si fa dura induce il padronato locale a riesumare l’antico strumento squadristico dell’intimidazione antioperaia.
Da che parte sta lo Stato? E il governo? La ripartenza dell’economia prevede di avvalersi delle maniere forti dei negrieri? Attendiamo risposte in merito.