Lettera alla redazione

Riqualificata la pista ciclabile di via San Bassano… ma già qualcosa non quadra FOTO

L'ex consigliere Ossino ha evidenziato alcuni degli evidenti problemi legati alla nuova ciclabile.

Riqualificata la pista ciclabile di via San Bassano… ma già qualcosa non quadra FOTO
Cronaca Lodi, 15 Dicembre 2020 ore 15:14

Si è conclusa da poco la riqualificazione della pista ciclabile di via San Bassano a Lodi, dopo mesi di attesa e anticipazioni. Nonostante sia appena stata inaugurata c’è chi ha già trovato delle “pulci”: l’ex consigliere comunale Domenico Ossino, infatti, ha inviato una lettera alla redazione di Prima Lodi evidenziando alcune problematiche evidenti sulla nuova ciclabile. Ecco quali sono gli appunti fatti dal cittadino.

La lettera di un cittadino

Egregio Direttore, è arrivata a conclusione la riqualificazione della pista ciclabile di via San Bassiano a Lodi, già inserita nel piano “Colleg’Adda” ed oggetto di vostri numerosi articoli.
Purtroppo, sono emersi parecchi elementi negativi che vorrei far meglio conoscere tramite il suo giornale, con l’intento in qualche modo, di spronare l’Amministrazione di Lodi a porvi rimedio.

Pavimentazione con diversi problemi

Di fatto si riscontra che la nuova pavimentazione, in alcuni punti presenta ancora avvallamenti e tagli al tappetino bituminoso, cosa ancor più evidente nell’insicuro attraversamento di via Beato Oldi.

Perché non è stata colta l’occasione per eliminare l’elevato affossamento della strada che sembra stia cedendo al centro proprio dov’è posizionato il tombino?

Illuminazione posizionata in maniera discutibile

Anche la stessa nuova illuminazione che allieta i passanti, lascia molto a desiderare per l’adottato criterio di posa di fronte ai pozzetti elettrici preesistenti. Probabilmente è stato mirato ad un eccessivo risparmio, ma la scelta di non eseguire un piccolo lavoro sotto traccia, ha mortificato logica, estetica e minaccia tutt’ora la piena conservazione degli alberi.
I 23 lampioni, da Piazzale Fiume a Via Pace di Lodi, sono stati collocati con superficialità, a differenti distanze dalle piante: una minima di cm 0,40 ed una massima di cm 5,50.
Ovviamente diventa altresì discutibile la scelta dell’altezza degli stessi pali di sostegno (m 5,50 nel tratto Piazzale Fiume – Via Sant’Alberto, e m 4,50 da via Salamina a Via Pace di Lodi), che così alti finiscono di parecchio tra i rami. Addirittura in un caso, pur di sistemarne uno, è stato amputato un magnifico e sanissimo tiglio di un importante ramo che sosteneva almeno un terzo delle fronde.
Ora, se in questa stagione l’illuminazione è garantita, cosa succederà in primavera ed in estate, quando le chiome avranno raggiunto la loro massima espansione? Amputeremo ancora tutti i restanti tronchi?

Non sarebbe stato preferibile eseguire il lavoro con una maggiore attenzione, stabilendo equidistanze tra gli alberi, usando pali alti 3 m (ideali per le piste ciclabili)?

Importante preservare il verde già esistente

Tutto ciò per preservare al meglio il verde esistente e, nel contempo, non arrecare disturbo agli appartamenti che affacciando sul tratto, di fatto quelli posati se li ritrovano in casa.
A dire il vero, questa sembra essere l’ennesima occasione persa per dimostrare alla cittadinanza una reale capacità di progettazione ed esecuzione.
Con l’auspicio che il Comune di Lodi possa intervenire in riparazione di quanto maldestramente eseguito ed allegandole diverse foto a testimonianza del vero di quanto riportato, la ringrazio per lo spazio concessomi.

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