LA DENUNCIA

Giovani attaccate e insultate per aver mostrato cartelli anti Salvini: DonneDemocratiche non ci sta

Le ragazze sono state messe al palo dai commenti e dagli insulti dei tanti sostenitori leghisti, che hanno attaccato anche le loro famiglie.

Giovani attaccate e insultate per aver mostrato cartelli anti Salvini: DonneDemocratiche non ci sta
Basso Lodigiano, 01 Luglio 2020 ore 10:04

Come avevamo raccontato, durante il comizio salviniano tenutosi a Codogno domenica, alcuni giovani – pochi, ma presenti – hanno deciso di manifestare in maniera pacifica esponendo alcuni cartelli nei quali evidenziavano la propria contrarietà nei confronti del leader leghista. Erano pochi ragazzi giovani ma coraggiosi, alcuni hanno manifestato con la “solo” loro presenza, altre tre ragazze invece con la sfrontatezza di sfidare una folla acclamate e dire chiaramente “io non ci sto”. Una sfrontatezza, un coraggio, che tramite i noti leoni da tastiera, è costato loro caro. Sono piovuti come una tempesta i commenti denigratori e gli insulti nei confronti delle dissenzienti (anche sui nostri profili social a commento della notizia data), con insulti che andavano dal loro aspetto estetico, alla loro giovane età, al loro orientamento politico o addirittura sessuale. Tutto per una foto, tutto per un cartello, tutto per un’azione controcorrente. Ma tutto che non passerà inosservato, a partire dal comunicato di DonneDemocratiche (e dell’iniziativa) sotto riportato.

Il comunicato di DonneDemocratiche

Inciviltà e violenza: la matrice leghista non si smentisce. Due ragazze di Codogno e i loro genitori vittime di insulti e ingiurie agghiaccianti

Domenica, piazza del mercato a Codogno, manifestazione della Lega con la presenza di Salvini. Due ragazze espongono dei cartelli che recitano: “non si specula sui morti” e “non ci rappresenti”. Ragazze civili e pacifiche che non disturbano la manifestazione, ma si sentono in diritto di dire la loro.
Sono state fotografate e la foto è stata diramata dall’ANSA e ripresa sui profili social della senatrice leghista Roberta Ferrero che le definisce “foltissimo gruppo di contestatori”. Si è scatenato l’inferno.

La denuncia della mamma delle ragazze

“Le mie figlie sono state attaccate duramente, insultate e derise” così racconta la mamma delle due ragazze “ovviamente, essendo donne, hanno ricevuto pesantissimi insulti di tipo sessista”. Una sequela agghiacciante di insulti che non ha risparmiato neanche i genitori delle ragazze, che si stanno attivando per denunciare l’accaduto alle forze dell’ordine.
La senatrice, evidentemente, non vede la necessità di moderare, cancellare o reprimere questi post. In perfetto stile leghista: violenza, insulti, sessismo.

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DonneDemocratiche non accetta questa situazione

DonneDemocratiche non può accettare questi comportamenti e ribadisce la propria dura condanna non solo alla violenza antidemocratica, ma anche alla matrice sessista di questa violenza. Manifestare in modo civile e democratico è uno dei capisaldi della nostra democrazia, rispettare chiunque per le opinioni politiche è un dovere, oltre che un diritto. Ma tutto questo è aggravato dall’atmosfera di odio verso le donne che non possiamo accettare, non dobbiamo rassegnarci a vedere calpestati i più elementari diritti delle donne a poter esprimere le proprie idee e opinioni.
Siamo vicine alle ragazze e alla loro famiglia, con la speranza che questa rimanga per loro solo una brutta esperienza e conservino il loro entusiasmo e la loro voglia di esserci.

Non solo cattiveria: tanta solidarietà

E’ importante ricordare però che, come è facile trovare cattiveria e aggressività sui social, è altrettanto frequente trovare solidarietà: sono stati molti infatti i commenti di sostegno e stima nei confronti di queste giovani manifestanti che non si sono fatte intimidire e, a discapito di tutto, hanno avuto il coraggio di manifestare la propria idea nonostante la netta minoranza, sotto gli occhi indispettiti e provocatori dei tanti presenti.

Giovani attaccate e insultate per aver mostrato cartelli anti Salvini: DonneDemocratiche non ci sta

Giordana Liliana Monti

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