Disastro e omicidio colposo plurimo

Frecciarossa deragliato, dopo oltre un anno e mezzo chiuse ufficialmente le indagini

L'atto di chiusura delle indagini è stato notificato ieri, 7 ottobre: ora si attende che i 15 indagati vengano rinviati a giudizio.

Frecciarossa deragliato, dopo oltre un anno e mezzo chiuse ufficialmente le indagini
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A distanza di oltre un anno e mezzo da quel terribile 6 febbraio 2020, quando il Frecciarossa deragliò Ospedaletto Lodigiano causando la morte dei due macchinisti Mario Dicuonzo  e Giuseppe Cicciù e il ferimento di 30 passeggeri, la Procura di Lodi ha ufficializzato la chiusura delle indagini.

Chiuse le indagini sul Frecciarossa deragliato

Al termine delle indagini si attende il rinvio a giudizio delle 15 persone indagate: tra loro c'è Maurizio Gentile, ex amministratore delegato di Rete Ferroviaria Italiana, e Michele Viale, presidente e amministratore delegato di Alstom Ferroviaria, assieme alle due società. E' stata inoltre stralciata la posizione di sei persone in vista dell'istanza di archiviazione, tra cui quella di Marco Donzelli, responsabile dell'unità territoriale di Bologna per Rfi.

Il Procuratore della Repubblica di Lodi Domenico Chiaro e il Pubblico ministero Giulia Aragno hanno formulato le accuse di disastro colposo e omicidio colposo plurimo. 

L'avviso di chiusura delle indagini è stato notificato ieri, 7 ottobre 2021: a finire ufficialmente nei guai ci sono altri nomi di punta rispetto a quelli sopra citati: presenti infatti nell'elenco alcuni dirigenti di Alstom come Maurizio Pula nel cda di Alstom e responsabile del segnalamento ferroviario dell'unità produttiva di Firenze, e Tiziana Impera e Francesco Muscatello, che all'epoca dei fatti ricoprivano rispettivamente i ruoli di direttore per l'Italia della sicurezza funzionale e System Program Manager di Alstom.

La ricostruzione degli inquirenti

Secondo la ricostruzione formulata durante questo anno e mezzo di indagini la causa del deragliamento sarebbe stata la posizione sbagliata di uno scambio, dovuta a "un difetto di produzione presente all'interno" di una sua componente, l'"attuatore telaio aghi" fornito da Alstom a Rfi. Scambio "interessato poco prima" dell'incidente "da lavori di manutenzione programmata".

Il treno avrebbe "ricevuto il segnale di via libera per viaggiare sul corretto tracciato alla massima velocità" ossia 295 chilometri all'ora, sarebbe così deragliato proprio a Livraga-Ospedaletto Lodigiano per via dello scambio trovato aperto, che però doveva essere chiuso, permettendo al convoglio di procedere diritto fino a Bologna come da programma.

Secondo il p.m. gli indagati avrebbero agito con condotte omissive, di negligenza e imperizia, con mancati controlli e "violazione delle norme anti-infortunistiche e inerenti la sicurezza della circolazione ferroviaria". E' inoltre specificato nell'atto che Gentile non avrebbe adottato "le misure di prevenzione necessarie atte a garantire l'integrità fisica dei lavoratori di Trenitalia spa e di tutti i viaggiatori sui treni percorrenti la linea" di Alta Velocità "binario dispari Milano - Salerno".

Accuse pesantissime di cui - una volta andati a giudizio - gli inquirenti dovranno rispondere dinnanzi al giudice.

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