POLITICA

I Giovani Democratici del Lodigiano spiegano gli interventi del Governo nelle decisioni di Regione Lombardia

La risposta alla lettera della Lega Giovani Lodigiano.

I Giovani Democratici del Lodigiano spiegano gli interventi del Governo nelle decisioni di Regione Lombardia
Lodi, 21 Aprile 2020 ore 11:31

La risposta dei Giovani Democratici del Lodigiano

Leggiamo con interesse la lettera scritta alla direzione di Prima Lodi dalla Lega Giovani del Lodigiano, in cui lamentano l’assenza del Governo nella nostra provincia. Questi ragazzi ci appaiono miopi, come si può pensare che in una tale situazione Regione Lombardia possa aver agito da sola?
Eppure, se è questo quello che vogliono i giovani della Lega, faremo per loro, e per voi un piccolo recap, delle misure che sono state applicate nel nostro territorio.

Le misure assunte dal Governo

Fin dal primo giorno il lodigiano è stato al centro del ciclone Covid-19, infatti non appena venne individuato il paziente uno, si è proceduto a creare la famosa Zona Rossa che comprendeva ben 10 comuni. Zona Rossa che è stato possibile creare solo grazie all’attività di concerto tra Regione Lombardia e il Governo: è grazie a quest’ultimo che sono arrivate abbastanza forze dell’ordine a garantire la creazione di posti di blocchi necessari ad isolare la zona, che allora (era il 22 febbraio) sembrava essere l’unico focolaio italiano.
Era il 25 febbraio quando il Governo per dare un aiuto ai cittadini della Zona Rossa ha disposto delle diverse scadenze tributarie. Questo lo ha fatto il Governo, non Regione Lombardia e neanche i sindaci. Il Governo il 29 febbraio ha stabilito per la Zona Rossa diverse manovre: tra queste ricordiamo una sospensione fino al 31 dicembre 2020 dei pagamenti dei mutui agevolati concessi da Invitalia, relativi soprattutto a imprenditoria giovanile e femminile, una sospensione fino al 30 aprile 2020 dei pagamenti di bollette elettriche, idriche, gas, rifiuti e dei premi assicurativi, l’incremento della dotazione del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese e, per 12 mesi, la garanzia della priorità della concessione del credito a quelle operanti nella “zona rossa”, comprese quelle del settore agroalimentare, che, insieme alla logistica, costituiscono una buona fetta delle realtà lavorative presenti sul nostro territorio.

L’intervento dei medici della Difesa mandati dal Governo

Il 3 marzo sono arrivati a Lodi 10 medici specialisti in pneumologia, infettivologia e medicina d’urgenza, accompagnati da altri 14 infermieri della Difesa, sempre perché il Governo non ha fatto abbastanza. Nel frattempo Gallera, il nostro assessore alla sanità in Regione, era riuscito a strappare alcuni posti letto di terapia intensiva anche alla ben nota sanità privata, e ottenuto in accordo con il Ministero della Sanità di poter assumere 350 infermieri da metà marzo. Di nuovo, sottolineiamo come nessuno degli organi in campo possa essersi mosso da solo.
Nel frattempo, erano state chiuse le scuole in tutta Italia, i contagi in Lombardia sfioravano quota mille e iniziavano ad aumentare anche i casi negli altri Paesi europei. Sono passati così i primi 14 giorni di lockdown e forse è stato difficile per molti empatizzare e capire la situazione che stava vivendo il Basso Lodigiano. Forse in quel momento ci si illudeva ancora che il contagio sarebbe rimasto circoscritto alla nostra zona e poche altre, e ci si preoccupava, più che altro, di dare fiducia e forza alle persone.

Dall’8 marzo 2020 isolamento per tutta Italia

Il 7 marzo cesserà la Zona Rossa e tutta Italia scoprirà che cosa sia la quarantena: da questo momento è stupido e riduttivo pensare a delle misure esclusive per il nostro territorio, ma è giusto che le misure prese siano state di più ampio respiro. Forse era il momento per la Provincia di Lodi di iniziare a far sentire la propria voce.
I giovani verdi difendono a spada tratta la gestione lombarda di Fontana, che “con un governo totalmente assente, si trova a dover gestire un’emergenza senza precedenti”: forse i giovani leghisti dimenticano che è il loro partito ad amministrare da quasi 30 anni Regione Lombardia e che quindi la gestione della sanità, che ha subito tagli pesantissimi in favore di strutture private, è solo da additare al loro partito. Come giustificano la vergognosa pubblicità, apparsa sui giornali qualche giorno fa, per evidenziare (quel poco, troppo piccolo contributo) fatto dalla parte privata del nostro sistema sanitario regionale? Una pubblicità promossa da Confindustria Lombardia, Associazione Italiana Ospedalità Privata, Associazione Religiosa Istituti Sanitari e la stessa Regione Lombardia, che pure dovrebbe rappresentare ogni cittadino e non schierarsi dalla parte dei colossi ospedalieri privati.

È stato troppo facile in questo periodo appoggiarsi al Sistema Sanitario Nazionale, pubblico, chiedendo, quasi con pudore, al Sistema privato di intervenire. La verità è che la nostra sanità pubblica mancava già da prima di medici a sufficienza e di materiale e il famoso modello lombardo non si è rivelato per essere il più efficiente in Italia. Dopo la pandemia ci aspetta una profonda riflessione su questi anni di amministrazione regionale leghista.

Zoom sulla città di Lodi

Facciamo uno zoom sulla situazione della città di Lodi: è del 28 febbraio un comunicato in cui il circolo PD di Lodi chiede che la giunta cittadina si assuma le proprie responsabilità e la smetta di scaricare le colpe sul Governo. Fino ad arrivare a venerdì quando è stato approvato un bilancio scandaloso, figlio di una gestione della città ancora più pietosa: invece di aiuti concreti sono stati impegnati migliaia di euro per Lodi al Sole e il Caso mense, soldi che potevano essere spesi per incrementare i buoni destinati alle famiglie lodigiane o creare una collaborazione tra il tessuto sociale del lodigiano, che eroicamente sopravvive nonostante la gestione imbarazzante della nostra giunta. Per quanto riguarda la città di Lodi, fermiamoci a riflettere anche sull’autonomia, che era tanto richiesta da Regione Lombardia.

Dopo questa pandemia che molto ci ha insegnato, è davvero utile essere tutti divisi e avere competenze diverse e prendere decisioni diverse, o è forse meglio lavorare insieme? Insomma, sarebbe opportuno che i giovani della Lega di Lodi, invece di difendere a spada tratta il governo lombardo, sappiano guardare a quello che sta facendo (o meglio, non sta facendo) alla nostra regione, provincia e città, magari dimostrando una compattezza con le forze di maggioranza con critiche costruttive e dimostrando una sportività diversa da quella dimostrata da Salvini il giorno dopo la famosa conferenza stampa di Conte.

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