BOFFALORA D'ADDA

Discussioni in consiglio comunale: il sindaco si rifiuta di autorizzare l’accesso agli atti sull’assegnazione dei buoni spesa

La lotta del consigliere Segreto.

Discussioni in consiglio comunale: il sindaco si rifiuta di autorizzare l’accesso agli atti sull’assegnazione dei buoni spesa
Lodi, 13 Agosto 2020 ore 10:56

Avevamo già trattato questo tema a metà giugno, quando il consigliere comunale di Boffalora d’Adda Cristian Segreto aveva denunciato il negato accesso agli atti in merito all’assegnazione dei buoni spesa Covid-19 attribuiti dal Comune ai cittadini più bisognosi. Oggi riportiamo la nota dello stesso consigliere che, a distanza di mesi, non ha ancora ottenuto alcuna risposta.

La denuncia del consigliere comunale Segreto

“Durante il consiglio comunale di venerdì 7 agosto 2020 ci sono state accese discussioni su un un tema che ritengo importante, ovvero quello della trasparenza e l’accesso agli atti così come stabilito dall’art 43 comma 2 del D.Lgs. 18 agosto 2000 n. 267 che autorizza i consiglieri comunali ad ottenere tutte le notizie e le informazioni utili all’espletamento del proprio mandato elettorale.
A tal proposito è da Maggio, sia direttamente all’amministrazione comunale, sia attraverso l’intervento di prefetto e difensore civico, che chiedo di poter accedere agli atti per verificare alcune segnalazioni che mi sono pervenute da cittadini in merito all’assegnazione dei buoni per l’emergenza alimentare Covi-19,così come già pubblicato nel vostro sito il 17/06/20.

Non avendo avuto risposte soddisfacenti dall’amministrazione comunale, ho deciso di coinvolgere i due organi istituzionali ai quali ad oggi il sindaco ha risposto negativamente appellandosi all’articolo 5 bis D.lgs. n 33/2013, negando quindi l’accesso in modo da impedirmi di concludere la mia azione di controllo.

Le vie intraprese dal consigliere fino ad ora

Il difensore civico lombardo – Carlo Lio – nel dettaglio è intervenuto attraverso una lettera al sindaco

«La invito a riconsiderare la possibilità di fornire la documentazione richiesta, previo oscuramento dei dati personali degli interessati salvo che il consigliere Cristian Segreto dimostri in modo chiaro ed esaustivo che la comunicazione di tali dati sia strettamente utile all’espletamento del suo mandato», cosa che ho giustificato ampiamente ma senza successo.
A questo punto è intervenuta l’onorevole Valentina Barzotti, deputata del Movimento 5 Stelle, che ha deciso di formulare un quesito al Garante della privacy commentando che «si tratta di lavorare al servizio dei cittadini perché in tutt’Italia possano essere previsti e rispettati i medesimi criteri nell’interpretazione della normativa sui  dati personali. A fronte di un formale accesso agli atti del consigliere comunale, la privacy non può sostanziarsi in un ostacolo all’attività di controllo sulla regolarità e trasparenza dell’azione amministrativa».
Ciò che fa specie è che situazione analoga si è presentata nel comune di San Marco in Lamis (FG) e che lo stesso sindaco, Michele Merla, si è reso pienamente disponibile mettendo tutti i documenti a disposizione dei consiglieri richiedenti.
Attendo ora che si pronunci anche quest’organo valutando la questione a livello nazionale, considerando che non ci sono precedenti di sorta.”

LEGGI ANCHE: Buoni spesa per l’emergenza, negata al Consigliere la possibilità di conoscere i nominativi dei richiedenti

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