Bilancio di previsione 2019, l’assessore Sichel: “Avremo tempo per ridurre le tasse”

C’è tempo, il mandato dura ancora 3 anni e sono certo che riusciremo a varare una manovra di riduzione delle tasse.

Bilancio di previsione 2019, l’assessore Sichel: “Avremo tempo per ridurre le tasse”
Lodi, 03 Aprile 2019 ore 10:48

Bilancio di previsione per la città di Lodi del 2019: ecco le parole dell’assessore Angelo Sichel.

Bilancio di previsione 2019

“Prosegue l’attività iniziata con il primo anno di mandato: stiamo portando a regime quanto programmato e stiamo compiendo uno sforzo organizzativo notevole, al fine di rendere più efficace ed efficiente la macchina comunale. Purtroppo questo sforzo necessario risulta poco “visibile” agli occhi dei cittadini che ovviamente, e giustamente, guardano ai problemi di tutti i giorni e chiedono che vengano risolti. Settimana scorsa abbiamo approvato il bilancio di previsione per l’anno 2019. Ci siamo concentrati, ottenendo buoni risultati, sulle attività di spending review, analisi economica del patrimonio immobiliare, governance delle partecipate, contrasto all’evasione tributaria, contenimento dei costi di gestione del patrimonio pubblico e nella gestione delle risorse umane – attività fondamentali perché si possa arrivare a mettere in campo investimenti significativi per la città.”

Esordisce Sichel.

“Invertito il trend negativo”

“Se da un lato la predisposizione di questo bilancio è stata in parte caratterizzata da misure favorevoli e significative, derivanti dalla Legge di Bilancio varata dal Governo a fine 2018, e se finalmente possiamo considerare invertito il trend negativo con cui i Governi precedenti, ogni anno, tagliavano progressivamente le risorse da destinare ai Comuni la cui spesa corrente è stata ridotta sistematicamente dal 2010, dobbiamo dall’altro lato rimarcare che il Comune di Lodi ha una spesa corrente mediamente superiore del 30% alla media nazionale (971 euro anziché 750 euro pro capite). L’impegno tecnico ed insieme politico che abbiamo assunto è quindi dare un ordine stabile al bilancio, evitando di avere contemporaneamente avanzo di amministrazione e utilizzo di oneri di urbanizzazione a parte corrente che, quando ci siamo insediati, ammontavano in previsione a 1.600.000 euro, mentre a bilancio quest’anno abbiamo previsto 930mila euro, con obiettivo a consuntivo 800mila euro.”

Le tariffe

“E’ poi doverosa una riflessione sulle tariffe. Abbiamo confermato che Imu e Tasi non subiranno variazioni, ma siamo stati accusati di non aver abolito la Tasi e di non avere avuto coraggio, mantenendo inalterata l’addizionale Irpef. Ribadisco, anche in questo caso, che nelle priorità del bilancio di previsione non abbiamo considerato il venir meno di oneri, anche se minimi o ipotizzati, in parte corrente, dimostrando così grande senso di responsabilità.  Ho ritenuto giusto comportarmi come un “buon padre di famiglia”, concetto troppe volte usato a sproposito da chi ha governato Lodi per anni, e poi ha mollato la sedia di Sindaco per una più comoda poltrona a Roma, lasciando la città in mano ad un Commissario.

Mi limito a due esempi, per meglio spiegare ai lettori le ragioni alla base delle nostre scelte.

Primo esempio. Nel 2008 sono stati ceduti ad Astem beni patrimoniali per 12milioni e 600mila euro e solo una settimana dopo è stato concesso il cosiddetto “finanziamento temporaneo” di pari importo – una decisione presa dall’allora Amministrazione che ha aggirato il patto di stabilità, con una spesa corrente fuori controllo per oltre 70 milioni di euro. Questa mossa ha ancora oggi pesanti ripercussioni sul Comune che vanta un credito di oltre 6 milioni di euro su Astem (sul cui rientro ci sono i fari accesi della corte dei conti), a fronte di immobili in pancia all’azienda che non sono assolutamente appetibili sul mercato.

Secondo esempio: le partecipate in liquidazione. Quando ci siamo insediati, il Fondo perdite partecipate ammontava a 13mila euro. Una follia, ovviamente non sostenibile, anche perché la razionalizzazione prevede la liquidazione di alcune società, tutte in perdita. Abbiamo preso con grande senso di responsabilità una decisione che ci è costata moltissimo, cioè implementare il fondo di 400 mila euro nel 2017. A luglio 2018, abbiamo aggiunto altri 380mila euro, portando il Fondo a 792mila euro. In questo modo ci siamo assicurati un cuscinetto, seppur ancora esiguo, e nel momento delle liquidazioni potremo approcciare la fase finale con più tranquillità.

Quante tasse avremmo potuto abbassare o addirittura togliere, se avessimo avuto a disposizione le cifre di cui ho appena detto? Quanti servizi in più o tariffe meno care avremmo potuto inserire nel bilancio?

Invece abbiamo preferito non buttare fumo negli occhi ai cittadini, applicando misure spot, anche se inserite nel programma elettorale, ma poi non sostenibili. C’è tempo, il mandato dura ancora 3 anni e sono certo che riusciremo a varare una manovra di riduzione delle tasse.”

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