ECONOMIA DOMESTICA

Lodi tiene l’urto dell’inflazione: crescita dei prezzi al 2,0% e bilanci familiari più protetti

Rincari contenuti per alimentari ed energia, con il territorio che si colloca nella fascia medio‑bassa della classifica nazionale

Lodi tiene l’urto dell’inflazione: crescita dei prezzi al 2,0% e bilanci familiari più protetti

Lodi si conferma tra i territori lombardi meno colpiti dall’ondata inflattiva nazionale, mantenendo una crescita dei prezzi più contenuta rispetto ai principali capoluoghi italiani. Secondo l’elaborazione dell’Unione Nazionale Consumatori sui dati Istat, la provincia registra aumenti moderati nelle principali voci di spesa, collocandosi nella fascia medio‑bassa della graduatoria nazionale.

Una dinamica che, pur non azzerando gli effetti dei rincari energetici e dei costi dei trasporti, evidenzia una maggiore tenuta del potere d’acquisto delle famiglie lodigiane rispetto ad altre aree del Paese.

La classifica generale della spesa aggiuntiva per le famiglie

L’Unione Nazionale Consumatori ha elaborato la graduatoria dei centri urbani italiani che registrano i maggiori incrementi per il costo della vita. La ricerca, diffusa a Roma il 16 maggio 2026, analizza l’impatto dei rincari energetici causati dalle tensioni geopolitiche internazionali, ridefinito come effetto Iran. Il monitoraggio si concentra su tre macro-voci di spesa che gravano sui bilanci familiari: la fornitura di energia elettrica e gas, l’utilizzo dei mezzi di trasporto privati e l’acquisto di prodotti alimentari e bevande analcoliche.

In termini di esborso complessivo annuale per nucleo familiare, Bolzano si posiziona al primo posto sul territorio nazionale. A fronte di un’inflazione annua del 3,4%, i residenti nel capoluogo altoatesino subiscono una spesa supplementare pari a 1.128 euro. La medaglia d’argento spetta a Rimini, dove un tasso d’inflazione del 3,6% determina un aggravio di 991 euro per ogni nucleo abitativo. Sul gradino più basso del podio si colloca Udine, che con un incremento percentuale del 3,4% comporta un esborso extra di 955 euro. Al quarto posto si inserisce Roma, dove l’indice al 2,4% si traduce in una stangata pari a 953 euro annui, seguita da Verona con un aumento di 937 euro.

Il primato dell’inflazione complessiva nel Mezzogiorno

I dati percentuali relativi all’inflazione globale più elevata si concentrano nelle regioni del Sud Italia. Il primato assoluto spetta a Cosenza e Reggio Calabria, appaiate in cima alla classifica con un tasso di crescita dei prezzi pari al 4%. La seconda posizione in questa specifica sotto-graduatoria è occupata da Macerata, che fa registrare un incremento tendenziale del 3,7%. Tali percentuali superano la media nazionale, evidenziando una forte pressione sui prezzi al consumo nei comparti regionali meridionali.

Classifica delle città più care:

N Città Inflazione annua di aprile
1 Bolzano 3,4
2 Rimini 3,6
3 Udine 3,4
4 Roma 3,4
5 Verona 3,4
6 Pistoia 3,4
7 Lucca 3,3
8 Pordenone 3,1
9 Belluno 3,3
10 Vicenza 3,1
11 Ferrara 3,1
12 Padova 3
12 Rovigo 3
14 Macerata 3,7
15 Perugia 3
16 Siena 3
17 Mantova 2,8
17 Palermo 3,4
17 Catania 3,4
20 Trieste 2,8
21 Venezia 2,8
22 Pavia 2,6
23 Cosenza 4
23 Reggio Calabria 4
25 Treviso 2,8
26 Gorizia 2,9
27 Arezzo 2,8
27 Grosseto 2,8
29 Napoli 3,3
30 Pescara 3
31 Genova 2,9
31 Livorno 2,7
33 Bologna 2,6
34 Bergamo 2,4
34 Brescia 2,4
36 Lecco 2,5
36 Siracusa 3,1
38 Modena 2,6
39 Vercelli 3
40 Forlì-Cesena 2,5
41 Alessandria 2,7
ITALIA 2,7
42 Terni 2,5
43 Varese 2,2
44 Ascoli Piceno 3
45 Teramo 2,7
46 Trento 2,3
46 Piacenza 2,4
46 Reggio Emilia 2,4
49 Torino 2,5
49 Avellino 2,9
51 Viterbo 2,3
52 Parma 2,3
52 Ravenna 2,3
54 Pisa 2,3
55 Olbia – Tempio 3,1
56 Biella 2,6
57 Cremona 2
58 Massa-Carrara 2,2
59 Messina 2,5
60 Sassari 2,9
61 Como 1,9
61 Lodi 2
61 Caserta 2,6
64 Catanzaro 2,9
65 Aosta 2
66 Firenze 2
67 Imperia 2,3
68 Cagliari 2,6
69 Benevento 2,4
70 Novara 2,1
71 Milano 1,7
72 Ancona 2,2
73 Bari 2,5
74 Campobasso 2,1
75 Trapani 2,1
76 Potenza 2,2
77 Cuneo 1,9
78 Brindisi 2,2

I rincari record per i prodotti alimentari e la spesa quotidiana

Per quanto concerne la distribuzione dei rincari nel settore dei beni alimentari e delle bevande analcoliche, la città con gli aumenti più pesanti risulta essere nuovamente Bolzano, che fa registrare un balzo del 4,8%, distaccando la media nazionale ferma al 2,9%. Subito dietro si posizionano, a pari merito, i centri urbani di Genova e Reggio Calabria, entrambi caratterizzati da un incremento del 4,4%. Chiudono il gruppo delle aree più penalizzate i comuni di Ascoli Piceno, Napoli e Catania, accomunati da un rialzo fisso al 4,1%.

Classifica delle città con inflazione più alta per Prodotti alimentari e le bevande analcoliche:

N Città
Inflazione annua di aprile (cibo e bevande)
1 Bolzano 4,8
2 Genova 4,4
3 Reggio Calabria 4,4
4 Ascoli Piceno 4,1
4 Napoli 4,1
4 Catania 4,1
7 Olbia-Tempio 4
8 Trento 3,9
8 Rovigo 3,9
8 Roma 3,9
11 Alessandria 3,8
11 Perugia 3,8
11 Macerata 3,8
11 Viterbo 3,8
11 Sassari 3,8
16 Verona 3,7
16 Trieste 3,7
18 Parma 3,6
18 Grosseto 3,6
20 Udine 3,4
21 Belluno 3,3
21 Arezzo 3,3
21 Siena 3,3
21 Benevento 3,3
25 Lucca 3,2
25 Ancona 3,2
25 Cagliari 3,2
28 Cremona 3,1
28 Mantova 3,1
28 Brindisi 3,1
31 Reggio Emilia 3
31 Bologna 3
ITALIA 2,9
33 Vercelli 2,9
33 Imperia 2,9
33 Pordenone 2,9
33 Modena 2,9
33 Ravenna 2,9
33 Rimini 2,9
33 Terni 2,9
33 Teramo 2,9
33 Campobasso 2,9
42 Vicenza 2,8
42 Potenza 2,8
42 Palermo 2,8
45 Treviso 2,7
45 Pistoia 2,7
45 Pisa 2,7
45 Catanzaro 2,7
49 Pescara 2,6
50 Novara 2,5
50 Bari 2,5
52 Como 2,4
52 Padova 2,4
52 Livorno 2,4
52 Caserta 2,4
56 Lecco 2,3
56 Forlì-Cesena 2,3
58 Biella 2,2
58 Bergamo 2,2
58 Lodi 2,2
58 Gorizia 2,2
62 Varese 2,1
62 Milano 2,1
62 Messina 2,1
62 Siracusa 2,1
66 Brescia 2
66 Venezia 2
66 Firenze 2
66 Trapani 2
70 Torino 1,9
71 Ferrara 1,8
71 Massa-Carrara 1,8
73 Cuneo 1,6
73 Pavia 1,6
73 Piacenza 1,6
73 Avellino 1,6
73 Cosenza 1,6
78 Aosta 1,1

Le bollette di luce e gas: Caserta e Vicenza in cima alla lista

Il comparto dei beni energetici, che include l’elettricità, il gas e i combustibili da riscaldamento come il gasolio, evidenzia rincari significativi rispetto alla media italiana del 6,4%. L’incremento maggiore si registra a Caserta, dove le tariffe hanno subito un’impennata del 9,7%. Al secondo posto si colloca il comune di Vicenza con un rialzo del 9,6%, seguito a brevissima distanza da Padova al 9,5%. Alti livelli di rincaro per le forniture domestiche colpiscono anche le aree di Belluno (9,3%) e Udine (9,2%).

Classifica delle città con inflazione più alta per Elettricità, gas e altri combustibili:

N Città
Inflazione annua di aprile (Elettricità, gas…)
1 Caserta 9,7
2 Vicenza 9,6
3 Padova 9,5
4 Belluno 9,3
5 Udine 9,2
6 Catania 9
7 Siracusa 8,8
8 Verona 8,6
8 Messina 8,6
10 Pordenone 8,5
11 Venezia 8,4
11 Palermo 8,4
13 Treviso 8,3
14 Trieste 8,2
14 Benevento 8,2
14 Avellino 8,2
17 Trapani 8,1
18 Napoli 7,9
19 Rovigo 7,6
20 Trento 7,5
21 Aosta 7,4
22 Viterbo 7,3
22 Roma 7,3
22 Catanzaro 7,3
25 Alessandria 7,2
25 Reggio Calabria 7,2
27 Bolzano 7,1
27 Gorizia 7,1
29 Cuneo 6,9
30 Olbia-Tempio 6,8
31 Sassari 6,7
32 Biella 6,5
ITALIA 6,4
33 Novara 6,2
33 Piacenza 6,2
35 Torino 6,1
36 Macerata 6
37 Vercelli 5,9
37 Imperia 5,9
39 Rimini 5,8
40 Arezzo 5,7
41 Brindisi 5,6
42 Parma 5,5
42 Ravenna 5,5
42 Perugia 5,5
45 Genova 5,4
45 Bari 5,4
47 Ferrara 5,3
47 Ascoli Piceno 5,3
49 Varese 5,2
49 Pescara 5,2
51 Lucca 5,1
51 Grosseto 5,1
53 Campobasso 5
53 Cagliari 5
55 Milano 4,9
55 Lecco 4,9
55 Modena 4,9
55 Forlì-Cesena 4,9
55 Terni 4,9
60 Brescia 4,8
60 Bologna 4,8
60 Cosenza 4,8
63 Lodi 4,7
63 Reggio Emilia 4,7
63 Pistoia 4,7
66 Livorno 4,6
67 Massa-Carrara 4,5
68 Bergamo 4,4
68 Pavia 4,4
68 Firenze 4,4
68 Siena 4,4
68 Ancona 4,4
73 Como 4,3
73 Mantova 4,3
73 Pisa 4,3
76 Potenza 4,2
77 Cremona 3,8
78 Teramo 3,1

Carburanti e trasporti privati: la mappa dei rincari alla pompa

La terza voce analizzata dallo studio riguarda le spese per i combustibili da autotrazione, inclusi benzina, gasolio, gpl e metano. I picchi massimi di aumento per lo spostamento con mezzi privati si concentrano nuovamente in Calabria e in Emilia-Romagna. Cosenza e Reggio Calabria guidano i rincari con un incremento del 9,8%, seguite da Ravenna al 9,3%. Un aumento netto del 9% interessa in modo uniforme i territori di Ferrara, Macerata e Napoli, a fronte di una media di riferimento nazionale fissata al 7,6%.

Classifica delle città con inflazione più alta per Utilizzazione di mezzi personali di trasporto:

N Città
Inflazione annua di aprile (Mezzi di trasporto…)
1 Cosenza 9,8
1 Reggio Calabria 9,8
3 Ravenna 9,3
4 Ferrara 9
4 Macerata 9
4 Napoli 9
7 Pordenone 8,8
8 Biella 8,6
8 Terni 8,6
10 Udine 8,5
10 Forlì-Cesena 8,5
10 Pistoia 8,5
13 Verona 8,4
13 Rovigo 8,4
15 Trieste 8,3
16 Pavia 8,2
16 Avellino 8,2
18 Treviso 8
18 Gorizia 8
18 Livorno 8
18 Bari 8
18 Palermo 8
23 Torino 7,9
23 Brescia 7,9
23 Lodi 7,9
26 Novara 7,8
26 Alessandria 7,8
28 Varese 7,7
28 Como 7,7
28 Bergamo 7,7
28 Lecco 7,7
28 Rimini 7,7
28 Perugia 7,7
28 Catanzaro 7,7
ITALIA 7,6
35 Padova 7,6
35 Modena 7,6
35 Siracusa 7,6
38 Cuneo 7,5
38 Massa-Carrara 7,5
38 Ascoli Piceno 7,5
41 Lucca 7,4
42 Catania 7,3
42 Sassari 7,3
44 Mantova 7,2
44 Bologna 7,2
44 Arezzo 7,2
44 Grosseto 7,2
44 Ancona 7,2
44 Roma 7,2
44 Campobasso 7,2
51 Vercelli 7,1
51 Firenze 7,1
51 Brindisi 7,1
51 Potenza 7,1
55 Milano 7
55 Teramo 7
57 Cremona 6,9
57 Vicenza 6,9
57 Belluno 6,9
57 Venezia 6,9
57 Piacenza 6,9
57 Pescara 6,9
63 Imperia 6,8
63 Trento 6,8
65 Caserta 6,7
65 Trapani 6,7
65 Olbia-Tempio 6,7
68 Pisa 6,6
69 Benevento 6,5
70 Bolzano 6,4
71 Siena 6,3
71 Viterbo 6,3
73 Genova 6,1
74 Reggio Emilia 6
74 Cagliari 6
76 Messina 5,7
77 Parma 5,6
78 Aosta 5,3

La situazione economica nella provincia di Lodi

La provincia di Lodi condivide con il territorio cremonese un tasso di inflazione annua stabile al 2,0%. Il comparto lodigiano si colloca così nella parte medio-bassa della classifica nazionale dei rincari, precisamente in sessantunesima posizione, evidenziando una parziale tenuta del potere d’acquisto dei cittadini residenti a fronte delle spinte inflazionistiche esterne.

L’analisi dettagliata delle voci di spesa a Lodi evidenzia una forte contrazione nei rincari dei beni alimentari, che crescono soltanto del 2,2%, posizionandosi al di sotto del dato medio nazionale. Per quanto concerne i servizi di pubblica utilità come luce e gas, l’incremento si ferma al 4,7%, mentre il comparto dei trasporti e dei carburanti mostra una dinamica più sostenuta, facendo registrare un aumento tendenziale del 7,9% alla pompa.