In merito al dibattito relativo al documentario “Food for Profit”, la sigla datoriali Confagricoltura Milano Lodi Monza Brianza ha scelto di rispondere offrendo libero accesso alle strutture produttive del territorio a giornalisti ed operatori dell’informazione. La decisione, resa nota nella giornata di giovedì 13 agosto 2026, mira a consentire riprese e interviste sul campo senza filtri o copioni preordinati.
Il confronto con il dibattito mediatico e le verifiche sulle produzioni
L’invito a visitare le stalle giunge a seguito delle discussioni nate attorno al lavoro d’inchiesta curato dalla giornalista Giulia Innocenzi e dal regista Pablo D’Ambrosi, trasmesso nel maggio 2024 all’interno della trasmissione “Report” su Rai 3. L’attenzione della cronaca si è concentrata sui finanziamenti privati della pellicola, che gli autori precisano essere frutto di un’autoproduzione con elenco pubblico dei sostenitori. Il responsabile dell’associazione di categoria, il presidente Francesco Pacchiarini, ha sottolineato l’esigenza di mostrare l’attività degli allevatori nella sua interezza, condannando i casi di maltrattamento e ricordando che le imprese operano sotto la supervisione del sistema di valutazione ClassyFarm del Ministero della Salute.
I dati su utilizzo di farmaci ed emissioni del settore
Le rilevazioni ufficiali del Ministero della Salute indicano una flessione delle vendite di antibiotici per uso animale pari al 49% rispetto al 2016 e al 64% rispetto al 2010. Sul versante della sostenibilità ambientale, le stime dell’ISPRA attribuiscono al comparto agricolo italiano il 7,7% delle emissioni nazionali di gas serra, con una riduzione del 22,3% rispetto al 1990 e un calo del 24% per l’ammoniaca dal 2005. Tali contrazioni derivano dall’impiego di nuove tecnologie, dal minor uso di fertilizzanti e dalla contrazione del numero di operatori agricoli sul territorio.
Le sfide normative e le direttive europee per le imprese
La posizione espresso dai vertici dell’organizzazione richiama l’attenzione sul testo del decreto di recepimento della direttiva europea 2024/1785, denominata IED 2.0, attualmente all’esame del Parlamento. La normativa estenderà agli impianti di suini e pollame la disciplina sulle emissioni industriali, imponendo il conseguimento di specifiche autorizzazioni ambientali. L’impegno economico ricadrà sugli imprenditori zootecnici di un’area geografica caratterizzata da un’elevata produzione lattiero-casearia, rendendo necessario un sostegno adeguato per accompagnare il percorso di transizione ecologica.