CRONACA

Violenza nelle stazioni, cresce l’allarme: aggredito un macchinista anche a Lodi

Nuovo episodio nel Lodigiano: FIT‑CISL chiede interventi immediati e un piano sicurezza mai attuato

Violenza nelle stazioni, cresce l’allarme: aggredito un macchinista anche a Lodi

Continua a salire la preoccupazione legata agli episodi di violenza che si sono verificati nei pressi delle stazioni ferroviarie. Anche a Lodi, dopo l’omicidio di Alessandro Ambrosio – accoltellato vicino la stazione di Bologna nella sera del 5 gennaio 2026 – un macchinista lodigiano ha subito un’aggressione prima ancora di entrare in servizio.

Episodi di violenza in stazione

Una situazione ormai invivibile, che preoccupa non solo i pendolari costretti ogni giorno a fare i conti con disagi continui e con episodi sempre più spiacevoli e potenzialmente pericolosi, ma anche chi indossa una divisa e raggiunge le stazioni per garantire un servizio ai cittadini e svolgere il proprio lavoro.

Operatori che si ritrovano esposti a rischi sempre più concreti e che – purtroppo – in alcuni casi sono costati la vita. Come accaduto ad Alessandro Ambrosio, dipendente di Trenitalia, ucciso il 5 gennaio dopo essere stato aggredito nei pressi della stazione di Bologna. Un uomo ricordato da tutti come gentile e disponibile, colpito da un fendente all’addome nel parcheggio riservato ai dipendenti.

Aggressione anche a Lodi

Per quanto possano sembrare episodi lontani tra loro, la realtà è che situazioni di questo tipo sono ormai all’ordine del giorno. Le stazioni ferroviarie stanno diventando sempre più insicure e molte persone, pendolari e operatori, iniziano a temere per la propria incolumità. Anche nel Lodigiano il pericolo è concreto.

Nel pomeriggio del 7 gennaio 2026, intorno alle 15:30, un macchinista in divisa – pronto a entrare in servizio  dirigendosi verso Piacenza – è stato avvicinato da due individui, presumibilmente in stato di alterazione psicofisica dovuta all’assunzione di sostanze stupefacenti. I due, dopo essersi avvicinati con atteggiamento minaccioso, si sono scagliati contro di lui: prima con insulti e aggressioni verbali, poi passando alle mani e colpendolo con un pugno al volto.

Stazione di Lodi

Più sicurezza nelle stazioni

A prendere parola e rilasciare una dichiarazione alla redazione di PrimaLodi.it è stato il segretario regionale di FIT-CISL Lombardia, Christian Colmegna, il quale ha esposto la sua posizione riguardo quanto accaduto:

“Episodio che ci ha visto come organizzazione sindacale a richiedere, sia a Trenord sia a Regione Lombardia, di intervenire concretamente rispetto alle difficoltà del trasporto ferroviario, perché riteniamo che la situazione sia ormai arrivata a un punto di non ritorno. Il contratto di servizio, recentemente sottoscritto da Regione Lombardia e Trenord, prevede l’applicazione di un piano operativo per la sicurezza e, ad oggi, di questo piano non vi è traccia.

Siamo ulteriormente preoccupati perché tra 25 giorni partono le Olimpiadi invernali e questo vorrà dire un allungamento dei servizi in fasce serali e notturne più ampie, in un contesto dove la sicurezza è già in grossa difficoltà. Abbiamo quindi richiesto un incontro urgente, perché riteniamo necessario intervenire subito e mettere in campo azioni che già dal giorno successivo potrebbero garantire quantomeno una maggiore presenza; altrimenti diventa davvero complicato.

Christian Colmegna, Segretario Regionale di FIT-CISL Lombardia

Quello che chiediamo sono una serie di misure già previste nel contratto di servizio, che stabilisce innanzitutto un monitoraggio costante e condiviso delle aree e delle fasce orarie in cui si sono verificate aggressioni fisiche. Bisogna prendere in mano la situazione insieme a Regione, forze dell’ordine e welfare, e andare a verificare effettivamente quello che succede. Serve una formazione specifica per il personale e c’è la necessità di spiegare alla clientela che il capotreno è un pubblico ufficiale.

Il contratto di servizio prevede indicatori precisi per puntualità e regolarità. Ma chiediamo che venga data pari dignità anche alla sicurezza, con un indicatore equivalente. La sicurezza continua a peggiorare, anche per i pendolari che si recano in stazione per prendere il treno. Sono dieci anni che partiamo dal famoso episodio di Villapizzone, con il collega ferito al braccio. In dieci anni non si può stare a guardare: bisogna intervenire anche sulle normative contrattuali. Le misure ci sono, sono esplicitate, e chiediamo che vengano applicate.”