Nuova chiusura forzata per un bar di Casalpusterlengo. Il Questore di Lodi, Pio Russo, ha disposto la sospensione della licenza per dieci giorni dopo una serie di episodi che hanno fatto scattare l’allarme su ordine pubblico e sicurezza.
Casalpusterlengo: risse e disordini, bar chiuso
Il provvedimento nasce dal preoccupante episodio che si è verificato la sera del 2 gennaio 2026. Erano circa le 23.30 quando la titolare del bar di Casalpusterlengo ha allertato le autorità, segnalando la presenza di un cliente in evidente stato di alterazione.
All’arrivo della Polizia locale, il locale e l’area esterna erano affollati da numerosi giovani. La proprietaria ha riferito che l’uomo ha bevuto all’interno del locale e, completamente ubriaco, si è messo a molestare gli altri avventori e quando ha visto gli agenti, la situazione è rapidamente degenerata.
Ubriaco schiaffeggia gli agenti
Il giovane in stato di ebbrezza ha tentato più volte di rientrare nel bar e, quando hanno cercato di identificarlo, ha reagito in modo violento: insulti pesanti e addirittura uno schiaffo a un agente. Allontanato, è tornato poco dopo, continuando a urlare e a provocare le forze dell’ordine.
Solo in un secondo momento ha spiegato che tutto sarebbe nato da un litigio con un altro cliente per questioni legate alla sorella maggiore. Ma non è solo questo episodio specifico alla base del provvedimento. Già alle 21 della stessa serata, la titolare ha contattato la centrale operativa, preoccupata per la presenza di alcune persone problematiche.
Durante l’intervento, gli agenti hanno infatti notato nel dehor del bar soggetti noti alle forze di polizia.
Il provvedimento del Questore
Nei giorni successivi sono arrivati i provvedimenti. Il 4 gennaio il ragazzo coinvolto è stato sanzionato per ubriachezza mentre il 13 gennaio la titolare del bar è stata denunciata per aver somministrato alcolici a una persona già in evidente stato di ebbrezza.
Una storia che, peraltro, non rappresenta un caso isolato. Già il 16 settembre 2025 lo stesso esercizio era stato chiuso per dieci giorni. Secondo quanto ricostruito allora, il locale era diventato un punto di ritrovo abituale per soggetti pericolosi e teatro di risse e aggressioni, tanto da spingere i residenti della zona a chiamare più volte le forze dell’ordine.
Proprio la reiterazione degli episodi e la presenza costante di persone con precedenti – per reati contro la persona, il patrimonio e droga – hanno convinto la Questura a intervenire di nuovo.