CRONACA

Truffa dei chilometri truccati: coppia lodigiana smascherata dai Carabinieri

Vendono un’auto con 100mila km in più: la truffa online crolla dopo la revisione e l’indagine dei militari

Truffa dei chilometri truccati: coppia lodigiana smascherata dai Carabinieri

Erano riusciti a commettere una truffa vendendo un’auto con chilometri scalati pensando di farla franca, ma sono stati beccati dai Carabinieri dopo la denuncia della vittima del raggiro. È questo ciò che è accaduto a un 30enne e a una 26enne residenti nella provincia di Lodi, smascherati grazie all’indagine svolta dai Carabinieri della Stazione di Sospiro (CR).

Truffa online

Secondo quanto riportato da Prima Cremona, la truffa è partita da un semplice annuncio pubblicato su un social network, dove una giovane venditrice proponeva un’auto usata a poco più di 8 mila euro, assicurando che avesse percorso circa 150 mila chilometri.

La potenziale acquirente, attratta dall’offerta, ha prima parlato con l’inserzionista e poi con il trentenne che utilizzava abitualmente il veicolo, incontrandolo per visionarlo. Le condizioni apparentemente buone l’hanno convinta a procedere: ha consegnato un assegno da 8 mila euro e ha completato il passaggio di proprietà in un’agenzia specializzata.

La scoperta dei chilometri reali

Il problema è emerso solo dopo l’acquisto, quando la donna ha portato l’auto in officina per la revisione. I meccanici hanno rilevato un chilometraggio superiore di circa 100 mila chilometri rispetto a quanto dichiarato. Una verifica sul Portale dell’Automobilista ha tolto ogni dubbio: due anni prima, durante una revisione ufficiale, il veicolo risultava aver già superato i 260 mila chilometri.

Identificati e denunciati

I Carabinieri di Sospiro, ricostruendo passo dopo passo la trattativa fraudolenta, sono riusciti a risalire ai due responsabili grazie alle utenze telefoniche utilizzate durante la vendita, entrambe riconducibili ai giovani lodigiani. La vittima, messa di fronte ai fascicoli fotografici predisposti dagli investigatori, ha riconosciuto senza alcun dubbio il trentenne e la ventiseienne come le persone incontrate al momento dell’acquisto. Con la conclusione degli accertamenti, per entrambi è scattata la denuncia all’Autorità Giudiziaria.