maxi intossicazione scongiurata

Seppie e calamari scaduti pronti per la vendita: maxi sequestro nel Lodigiano

Bloccate oltre sei tonnellate di pesce d’importazione non tracciato in uno stabilimento della provincia di Lodi, evitata la distribuzione durante le feste

Seppie e calamari scaduti pronti per la vendita: maxi sequestro nel Lodigiano

Un intervento tempestivo ha evitato che ingenti quantitativi di pesce non idoneo al consumo finissero sulle tavole dei cittadini del Lodigiano e di altre province proprio nel periodo delle festività. Nei giorni precedenti al Natale, un’operazione della Guardia costiera ha portato al sequestro di oltre sei tonnellate di seppie e calamari scaduti all’interno di una grande azienda di lavorazione e confezionamento di prodotti ittici situata in provincia di Lodi.

Il controllo è scattato l’11 dicembre 2025, nell’ambito delle attività di vigilanza che la Guardia costiera di Genova svolge regolarmente anche fuori dal territorio ligure. I militari, infatti, sono competenti per la sicurezza del pescato in ben 57 province tra Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna e Valle d’Aosta, e proprio il Lodigiano rientra tra le aree monitorate, soprattutto nei periodi dell’anno in cui il consumo di pesce cresce in modo significativo.

Il blitz nello stabilimento lodigiano

L’ispezione è avvenuta durante una serie di controlli a campione programmati in diverse aziende del settore ittico. All’interno dello stabilimento lodigiano, gli ispettori hanno rinvenuto intere pareti di scatoloni contenenti prodotti d’importazione estera. Dagli accertamenti è emerso che il pesce era privo di corretta tracciabilità e, soprattutto, oltre il termine minimo di conservazione indicato dal produttore.

Si trattava di seppie e calamari già pronti per essere immessi nella filiera commerciale, destinati quindi alla vendita all’ingrosso e, potenzialmente, al consumo domestico. Un rischio particolarmente grave considerando l’aumento della domanda di prodotti ittici nei giorni che precedono Natale e Capodanno.

Il ruolo dell’Ats e il sequestro

Per verificare lo stato del prodotto, su richiesta dei militari sono intervenuti anche i veterinari del servizio di igiene degli alimenti dell’Ats di Milano. Dopo le opportune verifiche, i tecnici hanno dichiarato il pesce non idoneo al consumo umano, confermando la necessità di un intervento immediato.

A quel punto è scattato il sequestro dell’intero quantitativo, pari a oltre sei tonnellate, con il conseguente ritiro dal mercato. Al titolare dell’azienda sono state inoltre contestate due sanzioni amministrative, per un importo complessivo di 3.500 euro.

Sicurezza alimentare sotto osservazione

L’operazione evidenzia l’importanza dei controlli sulla sicurezza alimentare nel Lodigiano, territorio dove operano numerose realtà legate alla trasformazione e alla distribuzione di alimenti. Un intervento che, secondo gli inquirenti, ha evitato un serio pericolo per la salute dei consumatori, dimostrando l’efficacia della rete di vigilanza attiva anche lontano dai porti di mare.

Grazie a questo blitz, prodotti non conformi sono stati fermati prima di raggiungere negozi e ristoranti, salvaguardando la qualità e la sicurezza delle tavole durante uno dei periodi più delicati dell’anno.