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secondo grado di giudizio

Rinviata a maggio la sentenza d’appello del caso Uggetti

L'ex sindaco democratico di Lodi continua a dichiara l'assenza di dolo e di personale interesse economico.

Rinviata a maggio la sentenza d’appello del caso Uggetti
Cronaca Lodi, 08 Aprile 2021 ore 17:30

Era attesa questo pomeriggio la sentenza in appello del caso Uggetti, l’ex sindaco di Lodi del Pd condannato in primo grado nel 2019 a 10 mesi di reclusione con pena sospesa, ma è stata rinviata al 25 maggio dopo l’udienza di oggi.

L’udienza di questo pomeriggio

Durante l’udienza hanno preso parola, oltre allo stesso Uggetti che si è pronunciato con dichiarazioni spontanee durate una decina di minuti e nelle quali l’ex sindaco lodigiano ha ribatto l’assenza di interesse economico nella questione e le finalità d’interesse pubblico che lo hanno sempre mosso, anche i difensori dei due coimputati Giuseppe Demuro e Luigi Pasquini.

Nelle dichiarazioni Uggetti ha evidenziato che l’andamento della gara in questione non era stato turbato e influenzato, dichiarando l’assenza di dolo.

L’accusa

Secondo l’accusa Uggetti, insieme a Cristiano Marini, avrebbero favorito nel bardo per la gestione di una piscina la società privata “Sporting Lodi” che poi si aggiudicò la questione. La procura ha chiesto la conferma delle condanne di primo grado dei quattro imputati. In primo grado il tribunale aveva inoltre riconosciuto il diritto del comune di Lodi ad un risarcimento ma il comune non si è mai costituito parte civile, posizione assunta da un consigliere comunale pentastellato che ha chiesto 300mila euro.

Arrestato nel 2016

L’ex sindaco del Pd era stato arrestato il 3 maggio 2016 dalla Guardia di Finanza. Dopo 10 giorni a San Vittore aveva ottenuto i domiciliari. Il comune era poi stato commissariato.  A subire una condanna anche Cristiano Marini, avvocato ed ex consigliere di Sporting Lodi, arrestato a sua volta due anni fa. Il giudice ha stabilito inoltre sei mesi di carcere per il dirigente del Comune Giuseppe Demuro, responsabile del procedimento e per l’ex presidente della Wasken Boys Luigi Pasquini.
Le pene, inferiori rispetto alla richiesta del pm Sara Mantovani, erano state sospese. 

E’ bene ricordare che dall’avvio delle indagini le piscine comunali non hanno mai più riaperto.

 

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