in quanti non si presentano?

Rifiuti AstraZeneca in Lombardia, i numeri non tornano

L'assessore Moratti dice il 5%, mentre il Direttore Generale Welfare Giovanni Pavesi il 15%.

Rifiuti AstraZeneca in Lombardia, i numeri non tornano
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Vaccini AstraZeneca, nella mattinata di ieri Moratti aveva rassicurato “In Lombardia nessun allarme rinunce ma tante domande”. Ad oggi è meno del 5% dei cittadini che sarebbero vaccinati con questo vaccino a rifiutare effettivamente la somministrazione: ma secondo Astuti i numeri non tornano perchèin Commissione Sanità, il Direttore Generale Welfare Giovanni Pavesi aveva dato una stima molto diversa.

AstraZeneca, poche rinunce alla vaccinazione ma tante domande

Come riporta Prima Saronno le rinunce a vaccinarsi con AstraZeneca in Lombardia sono irrisorie, piuttosto sono in aumento considerevole le domande di approfondimento e di spiegazione sul vaccino.

La vicepresidente ed assessore al Welfare, Letizia Moratti, ha chiarito come nei centri vaccinali lombardi non siano in crescita i rifiuti di farsi somministrare AstraZeneca, quanto piuttosto preoccupazioni ed esigenze di avere maggiori informazioni.

“Nel corso delle anamnesi – spiega Moratti – i nostri medici stanno ricevendo una crescente domanda di approfondimenti su AstraZeneca da parte dei cittadini che però, grazie soprattutto alla competenza, alla chiarezza e alle rassicurazioni del personale medico, accettano nella pressoché totalità di farsi vaccinare”.

Nessun allarme dunque in Lombardia per AstraZeneca.

“Una conferma – conclude l’assessore – della fiducia risposta nella scienza e nei medici da parte dei nostri concittadini che stanno aderendo in modo esemplare alla fase vaccinale volta a combattere e vincere la pandemia”.

I dati però dicono anche che quello AstraZeneca è il vaccino meno usato, in proporzione alle dosi a disposizione, in Lombardia: ad oggi, 14 aprile, su 660.500 dosi ricevute ne sono state utilizzate poco più della metà (il 59%), 390.634. Nonostante i lunghi tempi per il richiamo, pari a circa 3 mesi, che permetterebbero di utilizzarlo a un ritmo maggiore degli altri.

Vaccini in Lombardia, dati ballerini fra Moratti e la Dg Welfare

Cinque percento o quindici? Tra una e l’altra “ballano” circa 40mila persone che avrebbero rifiutato il vaccino AstraZeneca. Il primo numero arriva dalla sopracitata Vicepresidente della Regione e assessore al Welfare Letizia Moratti; il secondo invece dal Direttore Generale del Welfare, il “vertice tecnico” dell’assessorato.

“L’ennesima confusione nell’informazione, che  non può che creare ulteriore incertezza nei cittadini, che hanno già vissuto  i gravissimi disagi di una campagna  partita molto più in ritardo che in altre aree del Paese – afferma il consigliere regionale  e capodelegazione del Pd in Commissione sanità Samuele Astuti – Dalla Regione ci aspettiamo di sentire una sola voce univoca e certa.  Di questo hanno bisogno i cittadini per vivere con la necessaria tranquillità la campagna vaccinale.  La confusione nella comunicazione istituzionale genera incertezza  e il risultato rischia di essere  la mancanza di fiducia e la fuga dalle somministrazioni”.

Trasparenza assente

Il problema ruota a un problema già evidenziato da più parti dall’inizio della pandemia: quello della trasparenza dei dati. La Regione, sempre particolarmente “parca” nel diffonderli in formato disaggregato (pensiamo ai tamponi per provincia), non rende pubblico il dato puntuale delle vaccinazioni attese in giornata nei vari hub. Sappiamo quindi quante persone hanno ricevuto, complessivamente in Lombardia, il vaccino durante la giornata precedente ma non sappiamo quante siano rispetto a quelle in programma.

Le parole di Pavesi

Mentre Moratti ha rassicurato le parole di Pavesi lanciano un allarme:

“Quello del rifiuto del vaccino AstraZeneca è un tema difficile. È un fenomeno che negli ultimi giorni sta diventando più importante di quello che possiamo pensare“.

“Ho segnalazione di centri vaccinali importanti in cui parecchia gente li sta rifiutando

“Fino a ieri abbiamo rilevato un 15% di popolazione che aveva prenotato il vaccino e che essendo AstraZeneca l’ha rifiutato. Abbiamo la sensazione che sia una percentuale in crescita, in aumento, già oggi abbiamo situazioni che ce lo fanno pensare. Il 15 per cento è un dato acquisito“.

Pessima comunicazione, bassa adesione

Il tutto genera confusione nei cittadini, che si somma a quella già forte per le questioni nazionali ed europee sui vaccini. Il risultato è che le adesioni e le prenotazioni non si avvicinano al 100% tanto sperato, rimarca Astuti:

“Non stupisce – conclude il consigliere dem – che la percentuale di adesione alla campagna vaccinale  tra i 70 e i 79 anni  sia bassa.  Su 995 mila cittadini, fino ad oggi  i prenotati sul portale di Poste per la vaccinazione  sono  solo 716.861, il che significa che il 28% non ha aderito alla campagna vaccinale. Un numero non indifferente che rischia di non ridursi se la Regione non avvierà una campagna d’informazione e sensibilizzazione unica e chiara“.

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