Nel milanese

Ragazzo aggredito sul treno: “A fare male è stata l’indifferenza della gente”

Il 17enne picchiato sul vagone e spinto sui binari: "Nessuno ha mosso un dito mentre gridavo aiuto".

Ragazzo aggredito sul treno: “A fare male è stata l’indifferenza della gente”
Lodi, 28 Ottobre 2020 ore 16:34

Ragazzo aggredito sul treno: “A fare male è stata l’indifferenza della gente”.

“A fare male è stata l’indifferenza della gente”

Ha la rabbia negli occhi, paura e preoccupazione quando ripercorre l’episodio in un video messaggio sui social. Il 17enne di Trezzano sul Naviglio (nel Milanese) non nasconde i timori ma “quello che mi fa più paura è l’indifferenza della gente”, dice a margine del video. A raccontarlo sono i colleghi di Giornale dei Navigli.

Un brutto episodio di violenza

Il  racconto del giovane: “Mi trovavo a bordo del treno della linea S9 quando un ragazzo, sui 20 anni, mi ha strappato di mano il telefono e mi ha tirato per il cappuccio. Poi, ha iniziato a prendermi a pugni in testa e a schiaffi. Io ho gridato aiuto, ma nessuno ha mosso un dito. Tutti hanno visto, ma neanche una persona mi ha dato una mano per impedire che venissi massacrato di botte”.

Tutto tra l’indifferenza generale

Un’indifferenza che fa male, che parte dai passeggeri, anche chi “ha aperto la porta alla fermata per far scappare il mio aggressore”, racconta il 17enne, che è sceso di corsa dal treno e ha continuato a chiamare aiuto “ma neanche il dipendente delle ferrovie mi ha aiutato, mi ha guardato e si è girato dall’altra parte”. Ne è nato un inseguimento, ma il 20enne con un calcio ha buttato sulle rotaie il 17enne, per fortuna mentre non passavano i treni. Dopo pochi metri, il ladro ha gettato il telefono ed è scappato. È stato in quel momento che il giovane ha potuto chiamare il 112 e far arrivare i carabinieri che hanno chiesto al ragazzo se gli servisse un supporto medico per i lividi e le ferite riportate e raccolto la testimonianza.

A far male è stata l’indifferenza di tutti

Per fortuna il 17enne non si trova in gravi condizioni, ma a far male è stata “l’indifferenza di tutti. Non è la prima volta che mi capita di venir visto male, guardato con sufficienza, solo per il mio aspetto. Attacchi omofobi, brutte parole, minacce, sguardi inquisitori: ho passato di tutto nella vita – si racconta il giovane –, ma onestamente non pensavo si arrivasse a tanto. Non credevo possibile un immobilismo del genere davanti a una brutta aggressione. Un’indifferenza che fa paura”.

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