CRONACA

Operazione “RAID”, smantellata banda degli assalti agli ATM: tre arresti nel Lodigiano

In carcere i presunti responsabili dei furti esplosivi tra Lodi e Pavia: l’operazione "RAID" ricostruisce tecnica, ruoli e pianificazione del gruppo criminale

Operazione “RAID”, smantellata banda degli assalti agli ATM: tre arresti nel Lodigiano

Sono stati trasferiti nella Casa Circondariale di Lodi gli individui indagati a vario titolo con l’accusa di furto aggravato dall’utilizzo di materiale esplosivo – violazione della legge sulle armi – che avrebbero colpito numerosi ATM presenti sul territorio provinciale di Lodi e Pavia.

Operazioni nel Lodigiano

Su richiesta della locale Procura della Repubblica di Lodi, il GIP del Tribunale di Lodi ha emesso l’ordinanza di applicazione delle misure cautelari personali, eseguita nella mattina di oggi – lunedì 9 febbraio 2026 – dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Lodi, con il supporto del Comando della Compagnia di Lodi e Codogno, del 2° Nucleo Elicotteri Carabinieri di Orio al Serio, del Nucleo Cinofili della Stazione Carabinieri CC AM di Ghedi, dell’Aliquota di Primo Intervento di Brescia e del Nucleo Artificieri Antisabotaggio di Milano.

L’operazione ha permesso di smantellare un’organizzazione criminale, operante nelle due province lombarde, dedita alla commissione di furti mediante l’esplosione di sportelli ATM, utilizzando tecniche altamente specializzate.

La dichiarazione del Tenente Colonnello Comitti, Comandante del Reparto Operativo di Lodi: 

 

Le indagini

L’attività, denominata “RAID” per la rapidità con cui venivano eseguiti i colpi, avviata nell’estate del 2025 a seguito di una serie di colpi messi a segno ai danni di istituti bancari e uffici postali nelle province di Lodi e Pavia, ha preso forma attraverso un’articolata attività d’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Lodi.

Tra ottobre 2025 e gennaio 2026 i Carabinieri del Nucleo Investigativo hanno sviluppato accertamenti tradizionali e tecnici che hanno consentito di delineare l’esistenza di un sodalizio criminale radicato nel Lodigiano, specializzato negli assalti agli sportelli ATM mediante l’impiego della cosiddetta “marmotta”,  un metodo esplosivo particolarmente pericoloso e distruttivo.

La tecnica della “marmotta”

Secondo la ricostruzione dei Carabinieri del Nucleo Investigativo di Lodi sotto il coordinamento della Procura di Lodi, il gruppo criminale durante le operazioni avrebbe utilizzato lo stesso modus operandi, mettendo in pratica la tecnica della “marmotta” per far esplodere l’ATM e impossessarsi del denaro.

Ormai conosciuta come tecnica utilizzata dai malviventi che operano sul territorio prendendo di mira gli sportelli, consiste nell’inserimento di un ordigno artigianale ad elevato potere esplosivo nelle bocchette degli sportelli, provocandone la detonazione che consente l’apertura delle casseforti e, spesso, anche il danneggiamento della struttura che ospita il dispositivo per il prelievo del contante.

Le operazioni svolte sul territorio e le immagini delle telecamere: 

 

Dalle ricostruzioni, l’organizzazione, che prevedeva l’utilizzo di vetture provento di furto – così da consentire gli spostamenti – avrebbe beneficiato di specifiche competenze e professionalità, oltre che di una meticolosa attività di pianificazione.

Nel corso delle attività investigative sono stati effettuati numerosi servizi di prevenzione che, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, avrebbero impedito il compimento di ulteriori assalti. In una di queste occasioni, il dispositivo di controllo avrebbe portato al rinvenimento e al sequestro di due ordigni esplosivi, trovati all’interno di un veicolo parcheggiato nei pressi di uno sportello ATM nel Lodigiano e già predisposti per l’utilizzo.

RAID in Sant’Angelo Lodigiano

Trasferiti in carcere

L’operazione, portata a termine dopo una meticolosa attività d’indagine che ha visto l’impiego dei militari e dell’unità cinofila, oltre che l’utilizzo degli elicotteri per sorvolare il territorio alla ricerca dei malviventi coinvolti, ha portato al trasferimento in carcere dei presunti responsabili.

Si tratta di 5 individui, tra cui 20enni domiciliati a Sant’Angelo Lodigiano e un 31enne di origini slave, due indagati e tre poi accompagnati in carcere presso la Casa Circondariale di Lodi, al termine delle formalità di rito, in applicazione della misura cautelare stabilita.