Cronaca
sfruttamento della prostituzione

Obbligavano le fidanzate (e non solo) a prostituirsi guadagnando migliaia di euro al giorno... e godendo del reddito di cittadinanza

Uno degli indagati finiti in manette è stato arrestato a Sant'Angelo Lodigiano dagli Agenti della Questura di Lodi.

Obbligavano le fidanzate (e non solo) a prostituirsi guadagnando migliaia di euro al giorno... e godendo del reddito di cittadinanza
Cronaca Lodi, 16 Marzo 2022 ore 12:50

Sfruttamento della prostituzione estorsione di indebita percezione del reddito di cittadinanza eseguiti dalla Polizia di stato dalla Guardia di finanza un ordinanza di applicazione di misura cautelare personali ed un decreto di sequestro preventivo nei confronti di cittadini rumeni foto.

Arrestati cinque cittadini rumeni

Nella mattinata di ieri, martedì 15 marzo 2022, il personale della Polizia di Stato e della Guardia di Finanza di Perugia hanno dato esecuzione a un'ordinanza di applicazione di misure cautelari personali e ad un decreto di sequestro preventivo emesso dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale del Capoluogo nei confronti di 5 cittadini rumeni, di cui due destinatari della misura cautelare in carcere e 3 della misura degli arresti domiciliari, indagati a vario titolo per reati di associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento e allo sfruttamento della prostituzione, estorsione, truffa ai danni dello stato per indebita percezione del reddito di cittadinanza.

L'operazione, che ha interessato le provincia di Perugia, Roma, Milano, Pavia, Lodi, Fermo e Mantova, è stata condotta dalla locale squadra mobile e dal nucleo di polizia economico finanziaria con il supporto delle unità delle squadre mobili e della Guardia di Finanza territoriale competenti nonché del reparto prevenzione crimine Lombardia della Polizia di Stato.

L'attività di indagine avviata ad agosto 2020

Le attività investigative erano state avviate nel mese di agosto del 2020 dalla squadra mobile di Perugia a seguito della denuncia di un tentativo di estorsione e realizzato da tre cittadini rumeni nei confronti di un cittadino italiano che dopo aver incontrato una loro connazionale all'interno di un'abitazione il capoluogo si era appropriato della somma di 900 euro rinvenuta in un borsello da donna all'uscita dall'appartamento. L'uomo, di lì a poco, era diventato il bersaglio del gruppo che, minacciandolo anche di morte, pretendeva da lui la restituzione della somma di 3mila euro.

I successivi sviluppi hanno consentito di acquisire gravi indizi circa l'esistenza di un sodalizio operante a Perugia composta da uomini e donne tutti provenienti dalla regione di Slatina nell'area meridionale della Romania, dedito allo sfruttamento della prostituzione di giovani donne connazionali.

Come adoperava l'organizzazione

L'organizzazione in particolare reclutava ragazze provenienti dalla Romania, spesso legate anche sentimentalmente ad alcuni componenti del gruppo, organizzava e favoriva il loro ingresso in territorio italiano obbligandole poi a prostituirsi con minacce violenze.

L'attività che le vittime erano costrette a praticare si svolgeva di giorno all'interno di abitazioni prese in affitto, anche attraverso la pubblicazione su siti internet, e di notte lungo le alcune arterie stradali della città che gli indagati gestivano in maniera organizzata imponendo alle vittime una condizione di assoggettamento assoluto.

Le indagini hanno consentito di ricostruire numerosi episodi di violenza fisica e psicologica perpetrati dai componenti del sodalizio criminale nei confronti delle donne, che per lo più si verificavano quando queste ultime si rifiutavano di lavorare o ricavavano dalla loro attività guadagni ritenuti insufficienti.

Il guadagno ottenuto dallo sfruttamento delle donne è risultato essere molto significativo - si parla di migliaia di euro al giorno - intascato sistematicamente e completamente dai componenti del sodalizio.

Altri 6 rumeni sono indagati ma irrintracciabili

Sono destinatari del provvedimento restrittivo altri 6 cittadini rumeni attualmente irreperibile sul territorio nazionale, ma in questi giorni le ricerche saranno estese anche all'estero tramite le previste procedure di legge. Parallelamente all'indagine, su delega della procura, sono stati effettuati specifici accertamenti patrimoniali nei confronti dei soggetti indagati dai quali è stata accertata un'elevata disponibilità economica a fronte dell'assenza di fonti reddituali ufficiali.

Infatti gli indagati risultavano essere proprietari di numerose auto di lusso - come Porsche, Mercedes, Audi e BMW - anche di immobili e terreni in Romania.

Come accertato mediante i canali di cooperazioni internazionali, i membri del sodalizio avevano tra l'altro accesso al beneficio del reddito di cittadinanza e in in pochi mesi avevano già ottenuto indebitamente oltre 22mila euro, somma che sarebbe ulteriormente lievitata senza la tempestiva comunicazione all'INPS.

All'esito delle indagini patrimoniali il gip ha disposto il sequestro anche nella forma per equivalente dei beni nella disponibilità degli indagati al fine di ripristinare il danno procurato alle casse erariali nonché il sequestro di 8 autoveicoli per un valore di 250mila euro da ritenersi il frutto delle attività di sfruttamento alla prostituzione.

L'operato della Questura di Lodi

La squadra mobile della Questura di Lodi, dopo i necessari accertamenti compiuti in collaborazione con l'omologo ufficio del capoluogo umbro, ha eseguito un provvedimento restrittivo nei confronti di un cittadino rumeno rintracciato a Sant'Angelo Lodigiano. All'uomo è stata sequestrata l'autovettura di ingente valore.

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