CRONACA

Muore nel grembo della madre alla 41esima settimana: attesi gli esiti dell’autopsia

La Procura indaga sul decesso: la famiglia chiede chiarezza, l’ospedale esprime cordoglio e ribadisce la correttezza delle procedure

Muore nel grembo della madre alla 41esima settimana: attesi gli esiti dell’autopsia

Si è svolta nella giornata di lunedì 9 marzo 2026, l’autopsia sulla salma della bimba morta nel grembo della madre all’ospedale Maggiore di Lodi, caso per il quale la Procura di Lodi ha aperto un’indagine a seguito della denuncia sporta dalla famiglia della vittima.

Le indagini

L’episodio risale alla giornata di martedì 3 marzo, quando la mamma della bambina – una 28enne moldava e residente nel Lodigiano – aveva raggiunto la struttura ospedaliera. Giunta nel reparto di ostetricia, dove avrebbe dovuto partorire con l’induzione secondo quanto stabilito, ha ricevuto la tragica notizia: la sua bambina non aveva battito.

Si tratterebbe di una MEFmorte endouterina fetale – avvenuta alla 41esima settimana di gestazione: il decesso è quindi avvenuto nella pancia della mamma. L’amara scoperta è arrivata a poche ore dal parto, grazie a un’ecografia.

Subito dopo la famiglia ha presentato la denuncia alla Polizia di Stato e la Procura di Lodi ha aperto un fascicolo d’indagine contro ignoti con le ipotesi di reato di lesioni personali colpose e omissione di soccorso, disponendo poi l’autopsia sulla salma, che si è svolta nel reparto di Medicina legale del San Matteo di Pavia. Bisognerà attendere 60 giorni per conoscere i risultati.

Sono molte le domande a cui la famiglia vorrebbe dare una risposta in questo momento di profondo dolore, domande per le quali si è affidata alle indagini per chiarire le cause del decesso e comprendere cosa sia realmente accaduto.

Ingresso al pronto soccorso

Qualche giorno prima di quella data, la madre si era recata in ospedale insieme al marito dopo aver accusato mal di testa, nausea e pressione alta durante la 40esima settimana di gravidanza. Il 25 febbraio, infatti, si era presentata al pronto soccorso dell’ospedale Maggiore di Lodi, ma dopo la visita era stata dimessa.

Aveva poi raggiunto nuovamente la struttura ospedaliera il 27 febbraio per un controllo di routine, prima di tornare il 3 marzo, data fissata per il parto.

La dichiarazione dell’Ospedale

Una tragica vicenda che ha scosso l’intera comunità lodigiana, di fronte alla quale anche l’azienda ospedaliera ha espresso il proprio dispiacere, dichiarandosi vicina alla famiglia e porgendo le condoglianze per la terribile perdita.

Allo stesso tempo, secondo quanto riferito alla redazione di Prima Lodi, dai primi riscontri interni non emergerebbero errori nella gestione clinica, mentre la struttura si è messa pienamente a disposizione delle autorità per ogni collaborazione necessaria.

“L’unica cosa che possiamo dire è che la presa in carico della paziente è stata effettuata correttamente. Nel momento in cui ha fatto un accesso programmato per il parto, il battito era già assente quando la paziente si è presentata in Ostetricia, il 3 marzo. Si tratta quindi di una MEF, una morte intrauterina: la bambina era già senza battito prima della nascita.

La nostra collaborazione con le autorità che stanno effettuando le verifiche è piena e totale. Abbiamo attivato anche audit interni e stiamo svolgendo tutte le verifiche del caso. Dai primi riscontri interni, il percorso di presa in carico assistenziale della donna è stato effettuato nella maniera corretta.

Siamo molto dispiaciuti per quanto è successo e porgiamo le condoglianze alla famiglia. Non abbiamo altro da aggiungere per ovvi motivi.

La nostra collaborazione, come sempre quando si verificano esposti che prevedono la nostra partecipazione, è piena e totale. Non abbiamo alcuna difficoltà o reticenza a collaborare con chi deve svolgere il proprio lavoro, anche in questo caso”.