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Morte Giovanna Pedretti, la Procura indaga per istigazione al suicidio e chiede verifiche a Google sulla recensione

A Sant'Angelo Lodigiano comparso un cartellone davanti alla pizzeria: "Stampa e tv: rispettate la famiglia e non fatevi vedere più". La figlia Fiorina, nel frattempo, attacca apertamente Selvaggia Lucarelli

Morte Giovanna Pedretti, la Procura indaga per istigazione al suicidio e chiede verifiche a Google sulla recensione
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E' stretta nel dolore la comunità di Sant'Angelo Lodigiano per la scomparsa di Giovanna Pedretti, 59 anni, titolare insieme al marito della pizzeria Le Vignole.

Una sofferenza che si sta manifestando non solo nelle centinaia di messaggi social che si possono trovare sui gruppi Facebook del Comune lodigiano, ma anche in uno striscione apparso davanti al locale di via XX Settembre che recita: "Stampa e tv: rispettate la famiglia e non fatevi vedere più".

Qui di seguito, ad esempio, ecco uno dei post pubblicati sul gruppo "Sei di Sant'Angelo Lodigiano Se...".

Dalla recensione alla morte di Giovanna

C'è sgomento per la tragica vicenda di Giovanna Pedretti, il cui corpo è stato trovato senza vita sulle rive del Lambro nel tardo pomeriggio di domenica, 14 gennaio 2024.

La sua pizzeria, nei giorni precedenti, era salita alla ribalta delle cronache nazionale per la risposta che la ristoratrice 59enne aveva dato a una recensione online nella quale un cliente si lamentava di essere stato messo vicino a un tavolo dove erano seduti gay e disabili.

Dopo i primi elogi per la risposta della donna, erano sorti dubbi sulla veridicità della pubblicazione, poi erano partitit commenti sui social che accusavano il locale di aver inventato tutto per farsi pubblicità.

Tra i primi (probabilmente il primo) a sollevare dubbi sulla veridicità del commento è stato Lorenzo Biagiarelli, food blogger e compagno della giornalista Selvaggia Lucarelli, che ha anche contattato telefonicamente Pedretti per chiedere lumi sulla recensione.

Nel mirino delle critiche è finito anche un servizio del Tg3, che era andato a intervistare la ristoratrice. Giorgio Maria Bergesio, capogruppo Lega in Vigilanza Rai, ha annunciato che sarà presentata una interrogazione in merito.

Una repentina escalation degli eventi che purtroppo è culminata con la tragica notizia di domenica sera e cioè quella della morte di Giovanna. Un decesso che ha lasciato tutti sconvolti e per il quale ora sono in corso tutti gli accertamenti del caso da parte della Procura di Lodi.

Si indaga per istigazione al suicidio: chieste verifiche a Google per la recensione

Gli investigatori infatti stanno cercando di ricostruire con precisione tutti i passaggi avvenuti tra la pubblicazione della recensione e il ritrovamento del corpo di Giovanna Pedretti. La Procura retta da Maurizio Romanelli starebbe indagando per istigazione al suicidio, misura "funzionale" alle necessarie verifiche tecniche con l’apertura di un fascicolo contro ignoti.

Al centro dei riscontri, ci sarebbe anche la veridicità della recensione omofoba e discriminatoria: gli inquirenti vogliono capire l'origine di quel commento a cui poi aveva fatto seguito la risposta della titolare della pizzeria Le Vignole.

Per questo motivo i Carabinieri cercheranno di risalire all’apparecchio fonte della recensione (sia esso un cellulare o un pc) e chiederanno approfondimenti a Google.

Giovanna Pedretti, nella giornata di sabato 13 gennaio, è stata chiamata dai militari dell'Arma, quale persona informata sui fatti, a rendere notizie proprio sulla vicenda della recensione e ai conseguenti attacchi: a confermarlo è stato il maggiore Gabriele Schiaffini intervistato ai microfoni di Pomeriggio Cinque:

"La signora era stata invitata la sera precedente in stazione per essere sentita riguardo alla questione – spiega il comandante della caserma di Sant’Angelo Lodigiano – visto l’enorme risalto mediatico che aveva avuto.

La donna era stata sentita come persona informata sui fatti e soprattutto a sua garanzia – aggiunge il maggiore Schiaffini – abbiamo voluto sentirla per valutare se avesse ulteriori dettagli e altri elementi sulla vicenda. La donna è apparsa relativamente tranquilla – ha concluso – È ovvio che il fatto di essere travolta da un impatto mediatico così forte possa averle destato qualche preoccupazione. Durante il colloquio la ristoratrice ci ha confermato che quanto riportato sulla sua pagina Facebook corrispondeva al vero".

Al momento, per ricostruire con certezza le ultime ore della 59enne, si attendono gli esiti dell’autopsia e delle analisi scientifiche sulla sua autovettura Fiat Panda.

La figlia di Giovanna Pedretti contro Selvaggia Lucarelli

Come vi avevamo raccontato in precedenza, tra i volti che hanno sollevato dubbi circa la veridicità della recensione omofoba e discriminatoria fatta contro la pizzeria Le Vignole ci sono stati il food blogger Lorenzo Biagiarelli e la compagna Selvaggia Lucarelli. Proprio quest'ultima, attraverso le sue Instagram Stories, aveva commentato i fatti con queste parole:

"La coda del 2023 e l'inizio del 2024 insegnano una cosa sola e molto precisa: i social sono pericolosi. La cattiva informazione è pericolosa. La superficialità è pericolosa. La distanza tra l'altare e la polvere è un nanosecondo".

Riprendendo il contenuto pubblicato dalla popolare giornalista, Fiorina D'Avino, figlia 28enne di Giovanna Pedretti, sempre tramite Instagram, si è lanciata in un attacco aperto nei confronti della Lucarelli:

"L'accanirsi è pericoloso. Grazie cara 'signora' per aver massacrato in via mediatica la mia mamma. Cerchi pure la sua prossima vittima".

Poco dopo l'aver condiviso queste parole, Fiorina ha aggiunto una seconda stories:

"Siamo assediati dai giornalisti. Qualcuno li mandi via".

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