Lampade realizzate in psichiatria a Lodi illuminano Salone e Fuorisalone 2019

Con “Illuminare il fantastico” il progetto riabilitativo del Dipartimento Salute Mentale e Dipendenze dell’ASST di Lodi  partecipa anche quest’anno all’evento.

Lampade realizzate in psichiatria a Lodi illuminano Salone e Fuorisalone 2019
Cronaca Lodi, 08 Aprile 2019 ore 16:24

Salone e Fuorisalone 2019: una luce speciale che arriva da Lodi illuminerà questi eventi milanesi.

Salone e Fuorisalone 2019

In tutti questi anni la luce non poteva certo mancare nella nostra ricerca. Perché la luce rende vive le cose e le cose rendono viva la luce, in un continuo rincorrersi di mutazioni e in un continuo scambio di relazioni in cui nulla però si perde. Luci a volte timide, luci solitarie, luci fragorose , luci che hanno voglia di gridare, luci che hanno bisogno di silenzio. Si guardano gli oggetti per guardarsi dentro, perché ognuno di noi ha il proprio buio sul quale far luce. Ma non c’è buio che non si possa illuminare. Lampade realizzate dal laboratorio “Ri-Costruzione la casa del lavoro possibile”, un progetto dell’Unità Operativa Complessa di Psichiatria, Dipartimento Salute Mentale e Dipendenze dell’ASST Lodi a cura del Mosaico Servizi di Lodi.

Ri-Costruzione

Ri-Costruzione è un progetto riabilitativo della Unità Operativa Complessa di Psichiatria del Dipartimento Salute Mentale e Dipendenze ASST di Lodi, iniziato nel 2006 in collaborazione con la  Cooperativa  Sociale Il Mosaico di Lodi nell’ambito dei progetti innovativi per la salute mentale di Regione Lombardia. L’idea era anche che persone con una particolare visione e percezione del mondo, persone con ritmi e tempi assai diversi da quelli della normale produzione di mercato,  ideando e progettando oggetti  potessero stare meglio,  ritrovando capacità perdute oppure sorprendendosi nello scoprirne di nuove. Il progetto nasce con l’idea di dare spazio anche a pazienti particolarmente gravi che potessero così veder  concretizzate alcune loro idee creative attraverso una trasformazione  di materiale di recupero  in oggetti prototipi di design.

Oggetti di valore

L’idea era questa: chi, per la propria sensibilità e per la propria fragilità, fino ad ora era stato considerato capace di vestire i panni dell’artista, creando opere più o meno pregevoli, poteva però anche ideare e progettare oggetti che potessero essere riprodotti  e diventare di uso quotidiano. Oggetti a volte strambi, con una dose massiccia di originalità, dissonanti, ma proprio per questo di particolare valore.

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La modalità operativa

Una prima e impegnativa parte del progetto ha previsto delle visite domiciliari ai pazienti  più ritirati per stabilire una relazione e provare, quando possibile, a lavorare al domicilio, utilizzando soprattutto materiale già presente nelle loro case: bottiglie di plastica, accendini, scatole di cartone della pizza ecc…Il passo successivo è stata l’apertura di un laboratorio di design pensato come uno spazio aperto dove un nuovo modo di progettare ha portato alla creazione di modelli in scala di oggetti riproducibili. In questi dieci anni il progetto ha coinvolto quasi un cinquantina di pazienti mantenendo fisso il gruppo su un numero costante di 25.  Il  gruppo che lavora insieme è un gruppo coeso, che ha saputo superare le diverse appartenenze territoriali dei servizi e che ha imparato a lavorare anche con il personale tecnico inserito nel progetto (insegnante di modello, decoratrice, designer). Grande spazio è stato dato alla formazione, che ha previsto l’organizzazione di alcune vere e proprie lezioni tenute da esperti del settore (colore, design, etc.,etc.) e numerose visite a musei e mostre. Negli anni 2009, 2011 e 2016  è stata la possibilità di poter esporre al Salone Satellite del Salone del Mobile di Milano. Il progetto è stato invitato anche al Fuori Salone della Fabbrica del Vapore del Salone del Mobile di Milano per gli anni 2013,  2014  e 2015, 2018. Da marzo 2010 ad aprile 2011 è stato in mostra con una selezione di oggetti al Triennale Design Museum, nella mostra curata da Alessandro Mendini “Quali cose siamo”.

Ha esposto nel 2009 a Pavia all’interno della manifestazione “Punta su Pavia”, a Genova all’interno del Festival della Poesia “la Ricostruzione poetica dell’Universo”.

Nel mese di maggio 2016 è stata organizzata una mostra a Lodi per celebrare il decennale del progetto. Il progetto è stato oggetto di due tesi della Facoltà di Design del prodotto industriale del Politecnico di Milano e di una tesi della Facoltà di Infermieristica di Pavia.

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