CRONACA

Laboratorio per la produzione di droga nascosto in casa: arrestato 25enne a Lodi

Scoperta una stanza insonorizzata con attrezzature professionali

Laboratorio per la produzione di droga nascosto in casa: arrestato 25enne a Lodi
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A Lodi la Polizia ha arrestato un 25enne dopo aver scoperto, in casa sua, una stanza segreta insonorizzata adibita a laboratorio per la produzione di droga. Sequestrati marijuana e hashish, attrezzature professionali, denaro contante e sei telefoni cellulari.

Arrestato 25enne

Nella notte del 26 agosto 2025 gli agenti delle Volanti della Questura di Lodi hanno arrestato un giovane italiano di 25 anni con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. L’operazione è scattata dopo un’attività info-investigativa che aveva segnalato l’esistenza di un laboratorio artigianale di produzione di droga all’interno di un’abitazione nel capoluogo.

La stanza segreta

Durante la perquisizione, condotta nell’appartamento del ragazzo e della fidanzata, i poliziotti hanno notato il comportamento nervoso e poco collaborativo del giovane. L’intuizione li ha portati a individuare una stanza insonorizzata al piano terra, nascosta dietro una porta camuffata e rivestita di materiale fonoassorbente. All’interno, una vera e propria serra indoor, completa di impianti di illuminazione, irrigazione, ventilazione e strumenti professionali per la coltivazione delle piante.

Droga pronta per lo spaccio

Pur in assenza di piante, i poliziotti hanno trovato un ingente quantitativo di sostanze già confezionate: oltre 600 grammi tra marijuana e hashish, semi di cannabis e altre droghe di probabile origine sintetica, in attesa di ulteriori analisi. Le buste e i barattoli riportavano etichette con nomi scientifici e aromi, un segno distintivo che, secondo gli investigatori, puntava a rendere i prodotti più riconoscibili e appetibili sul mercato dello spaccio locale.

I sequestri

Oltre alle sostanze stupefacenti, gli agenti hanno sequestrato 620 euro in contanti, ritenuti provento dell’attività illecita, e sei telefoni cellulari utilizzati dal ragazzo per la gestione dello smercio. L’intero laboratorio con le attrezzature è stato sottoposto a sequestro penale.

La condanna

Il giovane, arrestato in flagranza, è stato processato per direttissima e condannato a 1 anno e 10 mesi di reclusione, con pena sospesa e non menzione. Come previsto dalla legge, la responsabilità dell’indagato dovrà essere definitivamente valutata in sede processuale, dove vige la presunzione di non colpevolezza fino a condanna definitiva.