Operazione Green River

Frode fiscale nel Lodigiano: sgominata rete di riciclaggio internazionale

Arresti e sequestri per 31 milioni di euro in una vasta indagine su un sodalizio criminale transnazionale

Frode fiscale nel Lodigiano: sgominata rete di riciclaggio internazionale

L’indagine “Green River”, coordinata dalla Procura della Repubblica di Lodi e condotta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza, ha portato all’esecuzione di misure cautelari nei confronti di 8 indagati.

Il provvedimento, che ha visto l’applicazione degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico per il presunto capo del gruppo, ha colpito un’associazione a delinquere finalizzata all’emissione di fatture per operazioni inesistenti e all’autoriciclaggio. Contestualmente, sono stati eseguiti sequestri preventivi per un valore di circa 31 milioni di euro a carico di 44 soggetti, tra cui 41 società cartiere.

Il meccanismo dell’underground banking

L’attività investigativa, avviata nel 2024 a seguito di verifiche su una società fittizia del Lodigiano, ha rivelato l’esistenza di un sistema finanziario parallelo. L’organizzazione sfruttava il metodo del “underground banking” per trasferire oltre 200 milioni di euro in Cina, utilizzando operazioni triangolate attraverso diversi paesi europei per aggirare i controlli antiriciclaggio. Il sodalizio impiegava codici “virtual iban” per convogliare i flussi su un unico conto principale, occultando l’identità dei beneficiari finali.

Gestione occulta e frodi contributive

Le operazioni venivano coordinate da un ufficio situato a Chiari, in provincia di Brescia, che gestiva 41 società cartiere. Attraverso queste imprese, il gruppo emetteva fatture false, offrendo un servizio di riciclaggio dietro il pagamento di una commissione del 10%. Alcune società coinvolte avrebbero inoltre inserito in contabilità crediti inesistenti per compensare debiti fiscali, previdenziali e assicurativi, beneficiando in modo illecito delle normative agevolative previste per il sisma in Abruzzo del 2009 e per l’emergenza pandemica del 2019.

Coinvolgimento di professionisti e recupero di contanti

Tra le persone raggiunte dalle misure cautelari figura un professionista contabile di nazionalità italiana, incaricato di curare la gestione amministrativa e la regolarità formale delle società del sodalizio. Un’altra azienda della rete è risultata attiva nel frodare l’IVA sulle importazioni dall’India, operando in regime di sospensione d’imposta senza mai assolvere al pagamento del tributo.

Cash dog

Durante le perquisizioni, eseguite con il supporto di unità cinofile specializzate, gli investigatori hanno rinvenuto e sequestrato oltre 100.000 euro in contanti nascosti in abitazioni e veicoli. Come precisato dalla Guardia di Finanza, la responsabilità degli indagati sarà definita solo a seguito di sentenza penale irrevocabile, in osservanza della presunzione di non colpevolezza.