CRONACA

Fondi dall’Italia per Hamas: sequestrati tre computer a Sant’Angelo nascosti nel muro da uno studente

17 le perquisizioni che hanno portato all'arresto di 9 persone tra cui Mohammad Hannoun, chiuse una mostra a Lodi pochi mesi fa

Fondi dall’Italia per Hamas: sequestrati tre computer a Sant’Angelo nascosti nel muro da uno studente

Il Lodigiano entra nel cuore dell’inchiesta sui presunti finanziamenti all’organizzazione terroristica palestinese Hamas che ha portato all’arresto di nove persone nell’ambito dell’operazione Domino, coordinata dalla Procura di Genova.

Fondi a Hamas: sequestrati computer a Sant’Angelo

Tra le 17 perquisizioni eseguite sabato 27 dicembre 2025 in diverse regioni italiane per scoprire come avvenivano i finanziamenti a Hamas, alcune hanno interessato anche Sant’Angelo Lodigiano dove gli investigatori hanno rinvenuto materiale ritenuto di particolare rilievo.

In un alloggio occupato da uno studente, le forze dell’ordine hanno scoperto infatti tre computer nascosti nell’intercapedine di un muro, oltre a numerosi dispositivi elettronici. Tutto il materiale è stato sequestrato e sarà sottoposto nelle prossime settimane a complesse analisi forensi.

Gli inquirenti stanno cercando di ricostruire il profilo del giovane e i possibili collegamenti con la rete di persone finite sotto indagine.

L’operazione Domino

L’operazione Domino, sviluppata sotto la direzione della Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo di Genova, con il coordinamento della Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo di Roma, ha coinvolto polizia di Stato e guardia di finanza. Nel mirino anche le tre sedi dell’Associazione Benefica Di Solidarietà Con Il Popolo Palestinese (Genova, Milano e Roma).

Le perquisizioni hanno consentito di sequestrare circa 1.080.000 euro in contanti, trovati non solo nelle sedi associative ma anche in abitazioni e pertinenze private riconducibili agli indagati. In un caso, 560mila euro erano occultati in un vano ricavato appositamente in un garage a Sassuolo.

Gli investigatori ritengono che questi elementi, fatta salva la presunzione di innocenza, rafforzino il quadro indiziario alla base delle misure cautelari personali e reali.

Arrestato anche Mohammad Hannoun

Tra i nove arrestati figura Mohammad Hannoun, fondatore dell’Associazione accusata di raccogliere fondi per il gruppo terroristico fingendo scopi umanitari. Il suo nome non è nuovo al territorio lodigiano: la sua presenza era stata al centro delle polemiche legate all’evento di chiusura della mostra “Heart of Gaza”.

Mohammad Hannoun

L’incontro con Hannoun era inizialmente previsto in Sala Granata a Lodi, ma dopo le contestazioni del consigliere Lorenzo Maggi legate al passato di Hannoun, destinatario di un foglio di via della Questura di Milano e inserito nella blacklist del Dipartimento del Tesoro statunitense, il Comune aveva revocato la sala, spostando l’iniziativa sotto i portici del Broletto.

L’inchiesta prosegue

Le attività investigative hanno interessato – oltre al Lodigiano – le province di Torino, Bologna, Bergamo, Firenze, Monza Brianza e Modena e hanno coinvolto anche un avvocato. Le operazioni si sono protratte fino a tarda sera, in un contesto operativo che ha visto lavorare insieme Digos, Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione, Gico della Guardia di Finanza di Genova e Nucleo Speciale di Polizia Valutaria di Roma.

L’inchiesta prosegue. Gli investigatori puntano ora ad analizzare il materiale digitale sequestrato, compresi i computer murati nell’appartamento di Sant’Angelo Lodigiano per chiarire ruoli, canali finanziari e modalità operative della rete sospettata di sostenere economicamente il gruppo estremista palestinese.