CREDITI D'IMPOSTA FITTIZI

Falsi corsi formazione e uno yacht per le vacanze comprato con i fondi per il Mezzogiorno: incastrati dai post sui social

Maxi sequestro da 680mila euro eseguito dalla Guardia di Finanza di Lodi nei confronti di una società informatica locale per truffa ed indebita compensazione sui fondi del PNRR

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La Guardia di Finanza di Lodi ha sequestrato 680mila euro a una società informatica della provincia accusata di aver utilizzato crediti d’imposta inesistenti e di aver ottenuto fondi pubblici per un’attività mai avviata. Indagato il legale rappresentante; contestata anche una presunta truffa legata all’acquisto di un’imbarcazione.

Crediti d’imposta inesistenti

Una presunta frode ai danni dello Stato legata ai crediti d’imposta finanziati con le risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) è stata scoperta dalla Guardia di Finanza di Lodi. Al termine di una complessa attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica di Lodi, i militari del Comando Provinciale hanno eseguito misure cautelari personali e patrimoniali nei confronti di una società lodigiana attiva nel settore informatico e del suo legale rappresentante.

Nel corso dell’operazione sono state sequestrate disponibilità finanziarie riconducibili all’azienda per un valore complessivo di circa 680mila euro.

Bonus “Formazione 4.0”

L’inchiesta, sviluppata dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Lodi, è partita da un’analisi di rischio sulle imprese che avevano beneficiato dell’incentivo “Formazione 4.0”, misura finanziata attraverso le risorse del PNRR per sostenere la formazione del personale nelle aziende. 

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, sarebbe stato creato un sistema finalizzato alla generazione di crediti d’imposta inesistenti, successivamente utilizzati per compensare imposte e contributi dovuti all’Erario, riducendo in maniera significativa il carico fiscale della società.

Le verifiche hanno riguardato gli anni d’imposta 2020, 2021, 2022 e 2023. In questo periodo la società avrebbe utilizzato il meccanismo della compensazione previsto dall’articolo 17 del Decreto Legislativo 241/1997, sfruttando crediti d’imposta ritenuti inesistenti relativi alla formazione dei dipendenti nell’ambito del Piano Nazionale Industria 4.0.

Gli approfondimenti investigativi avrebbero evidenziato che i corsi indicati per ottenere il beneficio fiscale non sarebbero mai stati realmente svolti e che i dipendenti non avrebbero partecipato ad alcuna attività formativa.

L’importo dei crediti contestati, utilizzati tramite modelli F24, ammonterebbe complessivamente a 536mila euro. Per questa condotta è stato ipotizzato il reato di indebita compensazione previsto dall’articolo 10-quater del Decreto Legislativo 74/2000.

L’imbarcazione

Nel corso delle indagini i finanzieri hanno inoltre esaminato il bilancio della società, accertando che nel 2023 era stata avviata un’attività di noleggio di imbarcazioni in provincia di Napoli, beneficiando di 140mila euro di crediti d’imposta destinati agli investimenti nel Mezzogiorno per l’acquisto di un’imbarcazione di pregio.

Secondo gli investigatori, però, l’attività imprenditoriale non sarebbe mai stata effettivamente avviata.

Incastrati dai post sui social

Gli accertamenti, svolti anche attraverso l’analisi dei profili social, tra cui Instagram e Facebook, avrebbero consentito di ricostruire un utilizzo completamente diverso dell’imbarcazione. Stando agli esiti delle verifiche, il natante sarebbe stato impiegato dai familiari dell’amministratore esclusivamente per finalità private e turistiche, prevalentemente lungo la riviera ligure, anziché nell’ambito dell’attività imprenditoriale dichiarata.

Per questo episodio il rappresentante legale è stato segnalato all’Autorità giudiziaria anche per l’ipotesi di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche.

Le misure cautelari

Oltre al sequestro delle somme ritenute indebitamente sottratte alle casse dello Stato, il giudice ha disposto il divieto di esercitare attività imprenditoriale per un anno nei confronti del legale rappresentante. Nei confronti della società è stata inoltre applicata la misura interdittiva dell’esclusione da agevolazioni, finanziamenti, contributi e sussidi pubblici, con la revoca di quelli eventualmente già concessi.

L’azienda è stata infine segnalata anche per l’illecito amministrativo previsto dal Decreto Legislativo 231/2001, in relazione al presunto vantaggio economico ottenuto attraverso la commissione dei reati contestati.

Come precisato dalla Guardia di Finanza, le misure cautelari personali e patrimoniali sono state adottate nella fase delle indagini preliminari. Pertanto, fino all’eventuale sentenza definitiva, nei confronti degli indagati resta valida la presunzione di non colpevolezza prevista dall’ordinamento italiano.