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Sfruttamento della prostituzione

Da Lodi a Cremona per una prestazione sessuale (con gel e mascherina obbligatori)

Le giovani donne venivano obbligate a prostituirsi, poi venivano segregate in casa e costrette a consegnare i loro guadagni.

Da Lodi a Cremona per una prestazione sessuale (con gel e mascherina obbligatori)
Cronaca Lodi, 08 Marzo 2021 ore 14:14

Per attirare la clientela anche in pieno lockdown e per non perdere il giro di affari, avevano organizzato le case di appuntamento con un vero triage sanitario.

Triage sanitario prima della prestazione sessuale

Come riporta Prima Cremona una donna, dopo una rapida valutazione sull’apparente stato di salute del cliente e ricevuto il denaro, accompagnava i clienti in un disimpegno dove veniva loro prelevata la temperatura con un termometro digitale, venivano disinfettate le calzature e dopo essere stato igienizzati e riforniti di mascherina, venivano introdotto nell’area trattamento “massaggi” per ricevere la prestazione sessuale pattuita.

Arrestata una coppia di sposi

I Carabinieri del Norm della Compagnia di Cremona, la mattina del 5 marzo 2021, hanno tratto in arresto, in esecuzione di una misura cautelare della custodia cautelare in carcere, emessa in data 04.03.2021 dal Gip del Tribunale di Cremona dottoressa Elisa Mombelli, su richiesta del Pm Dottoressa Vitina Pinto, per i reati di cui agli artt. 81 cpv c.p. e 3 legge 75/1958 (favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione), un 73enne originario di Mede (PV), ma da anni residente a Fiorenzuola d’Arda (PC) e la sua convivente, una 52enne di nazionalità cinese.

Le indagini dei Carabinieri

Dalle risultanze investigative condotte dai Carabinieri a partire dal mese di gennaio, e scaturite dalle segnalazioni di alcuni cittadini preoccupati per il continuo sospetto via vai causato dai clienti (tutti uomini adulti che prima di accedere anticipavano l’ingresso con una telefonata), rimasto costante anche nel periodo di massimo lockdown, delle festività natalizie, sono stati raccolti nei confronti dei due chiari elementi di prova, quali gestori di due abitazioni (una a Cremona ed una a Crema), dove risultava venire favorita la prostituzione di giovani donne di nazionalità cinese, dietro il paravento di un’attività di “centro massaggi”.

Le segnalazioni e le denunce ai Carabinieri

Tra le segnalazioni anche quelle di alcuni professionisti o uomini che per motivi di lavoro frequentavano altri uffici presenti nel condominio ove era stata creata la casa d’appuntamento che avevano ricevuto delle esplicite “avance” da ragazze cinesi che verosimilmente vivano all’interno dell’appartamento. Attività illecita ampiamente pubblicizzata su rete internet e pubblicazione di annunci. In particolare un appartamento posto all’interno di un elegante condominio residenziale in via Bergamo di Cremona, è stato individuato quale luogo in cui alcune giovani donne cinesi venivano fatte prostituire dalla coppia.

Obbligavano giovani donne a prostituirsi

Le ragazze venivano reclutate tramite annunci di lavoro per massaggiatrici, poi venivano segregate in casa e minacciate, nel caso in cui non avessero accettato di prostituirsi, di rimanere senza lavoro, costrette a consegnare i proventi ottenuti (tra i 30 e i 50 euro per prestazione).

Sono ancora in corso accertamenti al fine di stabilire il numero esatto delle giovani donne fatte prostituire nei due appartamenti gestiti dalla coppia, in quanto ciclicamente venivano sostituite, ma in ogni caso risultano tutte provenire dalle comunità cinesi di Milano e Pavia.

Appartamento sotto sequestro

L’appartamento di proprietà di una professionista cremonese, estranea alla vicenda, e preso in affitto dalla coppia, con il falso pretesto di volerci andare a vivere, è stato posto sotto sequestro. Fuori dalla porta d’ingresso della casa d’appuntamento, era stata istallata una telecamera di videosorveglianza, mediante la quale i due gestori dell’illecita attività monitoravano la presenza sul pianerottolo dei clienti al loro arrivo, sia di eventuali soggetti estranei, al chiaro fine di eludere eventuali interventi o controlli di polizia.

Installazione illecita della telecamera

L’attività di indagine ha confermato che la proprietaria stessa dell’appartamento aveva già rappresentato al 73enne che l’istallazione della telecamera non era autorizzata e che non potevano essere riprese le persone che accedevano al condominio, ma l’uomo aveva risposto “che l’aveva istallata in quanto in giro ci sono delle persone cattive che avvicinano gli anziani come lui con cattive intenzioni”.

Clienti da diverse province

Decine i clienti provenienti dalle province, di Cremona, Piacenza, Parma, Lodi, Mantova e Brescia, che frequentavano gli appartamenti gestiti dalla coppia, sempre in orari diurni per “mascherare il sospetto via vai” con le numerose regolari attività di ufficio che si svolgevano negli altri appartamenti occupati nei condomini di Cremona e di Crema. Clientela per cui i Carabinieri stanno svolgendo i dovuti accertamenti anche in virtù delle violazione commesse in relazione alla normativa ministeriale in materia “anti-Covid”, in particolare per raggiungere le “case d’appuntamento” violando le prescrizioni sui movimenti tra i vari Comuni, le Province e le Regioni a seconda del “colore” in vigore nelle circostanze dell’incontro con le prostitute.

In manette i due malviventi

Il 73enne italiano e la 52enne cinese, sono stati rintracciati e tratti in arresto all’interno della loro abitazione di residenza di Fiorenzuola d’Arda (PC), posta nei pressi della stazione ferroviaria del centro piacentino e che nel corso delle indagini è risultata essere stata usata spesso quale base logistica, utilizzata per ospitare le donne reclutate per il successivo avvio all’attività di meretricio.
In fase di indagine, il 23 febbraio 2021, nel corso di una perquisizione domiciliare delegata dall’Autorità giudiziaria, il 73enne, al fine di opporsi al controllo, all’identificazione ed all’esecuzione del decreto di perquisizione, ha aggredito e minacciato ripetutamente i Carabinieri per cui nei suoi confronti il GIP ha contestato anche il reato di cui all’art. 337 c.p. (resistenza a pubblico ufficiale).

Sequestrato diverso materiale e contanti

Nel corso delle perquisizioni domiciliari i Carabinieri hanno rinvenuto e sequestrato abbigliamento succinto, preservativi, gel ed oli lubrificanti, spray igienizzanti (nella camera da letto dove venivano consumate le prestazioni sessuali) e una somma in contanti di oltre 16.000 euro in banconote di piccolo taglio. Il 73enne peraltro, in tali circostanze è stato trovato con addosso una fondina, per il porto di una pistola ad aria compressa, provvista di caricatore da 16 colpi, contenente 14 colpi costituiti da pallini metallici che lo stesso dichiarava di usare per difendersi dai malintenzionati, ma che le indagini hanno chiarito era detenuta per spaventare eventuali clienti “problematici”. Gli arrestati sono stati tradotti presso le Case Circondariali di Cremona e Verziano (BS).

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