IL PREMIER IN LOMBARDIA

Conte ieri sera a Bergamo, oggi pomeriggio dovrebbe passare anche a Lodi

Forse entro la fine di questa lunga giornata il premier Conte riuscirà a far visita anche al Lodigiano.

Basso Lodigiano, 28 Aprile 2020 ore 09:19

Era atteso per le 20.30, poi l’orario è slittato alle 22.30 e infine anticipato alle 21.45. Alla fine, il premier Giuseppe Conte s’è presentato in via Tasso, a Bergamo, alle 23 circa. Come riporta Prima Bergamo, è arrivato in città dopo essere stato a Milano, come seconda tappa del suo primo giro della Lombardia da quando è scoppiata l’emergenza Coronavirus. Oggi pomeriggio, dopo la visita a Genova, dovrebbe fare tappa anche a Lodi, Cremona e Piacenza. 

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L’arrivo di Conte a Bergamo

Una scelta, quella di far visita ora alle zone più colpite della Lombardia, che molti hanno criticato (perché non prima? Perché così tardi?) e che lui ha giustificato ccosì: «Non volevo essere d’intralcio. Adesso do meno fastidio agli operatori che stanno operando nell’emergenza». Ad attenderlo in Prefettura, oltre al prefetto e al sindaco Giorgio Gori, anche il direttore di Ats Bergamo Massimo Giupponi, i direttori delle Asst Papa Giovanni XXIII e Bergamo Est e una delegazione di medici e operatori sanitari.

Un veloce incontro con la stampa locale prima della riunione

Prima di chiudersi in riunione, il premier Conte ha velocemente incontrato la stampa locale riunitasi nel cortile di via Tasso. Qui ha sottolineato nuovamente come il Governo abbia un piano preciso per questa “fase 2”, nella quale si vogliono evitare rischi di una nuova ondata di contagi, e ha rimarcato quanto già detto nel discorso alla nazione di ieri (26 aprile): l’allentamento delle misure verrà valutato passo passo, col Governo pronto a intervenire in caso di un nuovo preoccupante aumento dei casi.

Perchè non zona rossa ad Alzano e Nembro?

Inevitabile, la domanda sulla mancata zona rossa tra Alzano e Nembro, sulla quale il premier è parso un po’ in difficoltà. Conte non ha detto nulla di nuovo: «L’abbiamo considerata, abbiamo fatto delle valutazioni sulla base di un contagio che appariva già diffuso. Abbiamo quindi chiesto un approfondimento al comitato tecnico-scientifico. Il 5 marzo è arrivata la relazione il 6 marzo sono andato in Protezione civile. La sera del 7 ho firmato il Dpcm che ha messo in zona rossa tutta la Lombardia».

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