Salvo per miracolo

Bimbo di un anno ingerì cocaina e finì in rianimazione: genitori e nonni in manette

Oltre all'abbandono di minori, i quattro sono accusati di reati molto gravi.

Bimbo di un anno ingerì cocaina e finì in rianimazione: genitori e nonni in manette
Lodi, 30 Settembre 2020 ore 09:27

Aveva poco più di un anno di vita quando finì in pronto soccorso a Brescia dopo aver ingerito cocaina: era il giugno del 2019 e ieri, 29 settembre 2020, i genitori e i nonni materni sono stati arrestati con l’accusa di concorso in abbandono di minori, spaccio di stupefacenti e sfruttamento della prostituzione. Il terribile “incidente” era avvenuto a Piacenza, dove tutti e quattro convivevano.

Gli arresti

A distanza di un anno, dopo un’accurata e minuziosa indagine dei carabinieri, ieri mattina sono finiti in manette quattro persone: la madre, di 23 anni, residente da qualche mese a Borghetto Lodigiano in seguito alla rottura con il padre del bambino con cui conviveva a Piacenza; il padre residente ancora a Piacenza ed entrambi i nonni materni che all’epoca dei fatti vivevano insieme alla coppia e al piccolo. Questi ultimi si erano nel frattempo trasferiti ad Ancona e a Napoli, dove ieri sono stati arrestati.

I reati contestati ai quattro arrestati

Le indagini dell’Arma hanno permesso di appurare una situazione di abbandono del piccolo che all’epoca aveva poco più di un anno, sia da parte dei genitori che da parte dei nonni, che tra le altre cose non si curavano correttamente del suo igiene.

L’accusa di spaccio è invece legata alla detenzione in casa di diverse dosi di cocaina da rivendere, le stesse che (in quantità ridotta, fortunatamente) il bambino l’estate scorsa riuscì ad agguantare e a ingerire finendo così nel reparto di rianimazione degli Spedali Civili di Brescia e rischiando la vita.

Secondo la ricostruzione dei Carabinieri i nonni materni si rifornivano a Napoli di hashish e cocaina che poi rivendevano a Piacenza con “ritiro” presso la stessa abitazione in cui vivevano insieme al piccolo.

Lo sfruttamento della prostituzione è ricollegabile alla situazione in cui i quattro, per un periodo di tempo, avevano ospitato una donna presso la loro abitazione facendola prostituire e obbligandola, con minacce e violenze fisiche, a consegnare loro parte dei guadagni.

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