L’attività investigativa della Squadra Mobile di Lodi si è conclusa venerdì 17 aprile 2026 con l’arresto di un 27enne accusato di gravi reati tra cui rapina aggravata, estorsione e lesioni personali.
La ricostruzione dei ricatti dopo gli incontri
Il destinatario dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stato localizzato a Borgo San Giovanni dopo un periodo di irreperibilità. Le indagini, condotte dalla Squadra Mobile, hanno fatto luce su una serie di episodi violenti iniziati nel dicembre scorso e proseguiti fino ai primi mesi del 2026.
Il primo episodio risale alla fine del 2025. Secondo le verifiche dei poliziotti, l’indagato utilizzava piattaforme di messaggistica per adescare i propri bersagli. In un caso specifico, l’aggressore avrebbe costretto un conoscente a consegnare 100 euro sotto la minaccia di un’arma bianca.
Il ricatto si sarebbe basato sulla prospettiva di diffondere un filmato intimo ai familiari della vittima. L’azione criminale si è consumata puntando la lama al fianco e alla gola del malcapitato per vincerne ogni resistenza.
Violenze e fughe su veicoli rubati
Un secondo atto di aggressione è stato documentato nel mese di gennaio, sempre con modalità analoghe di contatto preventivo. In questa circostanza, l’incontro avvenuto all’interno di un’abitazione nel capoluogo lodigiano è degenerato in un accoltellamento.
Di fronte al diniego della controparte di proseguire la serata, il ventisettenne avrebbe estratto un coltello colpendo la persona alla spalla e al collo. La fuga successiva è avvenuta a bordo di un’auto rubata, poi accertata come provento di un furto denunciato precedentemente.
Le indagini della Mobile e il trasferimento in carcere
Il lavoro degli inquirenti si è basato sull’incrocio dei dati informatici e sulle testimonianze dei feriti. Nonostante i tentativi del sospettato di far perdere le proprie tracce, il pattugliamento del territorio ha permesso l’individuazione del ricercato nel comune di Borgo San Giovanni.
Dopo le procedure di rito e l’identificazione, il soggetto è stato condotto presso la casa circondariale di Lodi. La posizione dell’arrestato resta ora al vaglio dell’Autorità Giudiziaria.