Protocollo d'intesa

Accordo in Prefettura a Lodi per lo screening sanitario dei migranti irregolari

Firmato il documento operativo per applicare il Regolamento europeo sul Nuovo Patto Migrazione e Asilo

Accordo in Prefettura a Lodi per lo screening sanitario dei migranti irregolari

Questa mattina, giovedì 3 settembre 2026, presso il Palazzo del Governo a Lodi, è stato siglato il Protocollo operativo per l’attuazione delle procedure di screening e dei controlli preliminari di salute e vulnerabilità applicabili ai cittadini di Paesi terzi che soggiornano illegalmente nella provincia di Lodi. L’intesa recepisce le disposizioni del Regolamento Screening 2024/1356 in vigore dal 12 giugno scorso.

Sottoscrittori e finalità dell’accordo

Il documento è stato firmato dal Prefetto Davide Garra, dal Questore Antonio Salvago e dal Direttore Generale dell’ASST Guido Grignaffini, al termine di incontri di coordinamento promossi dalla Prefettura con le Forze di polizia, l’ASST e la Croce Rossa Italiana. L’obiettivo è stabilire una procedura standardizzata e tempestiva che coniughi sicurezza pubblica e tutela sanitaria.

Modalità dei controlli sanitari e tutela delle vulnerabilità

In base all’intesa, su richiesta della Questura i migranti rintracciati o presentatisi spontaneamente saranno sottoposti in tempi ristretti a visita medica dal personale di ASST Lodi per rilevare patologie, esigenze di assistenza o la necessità di isolamento.

Particolare attenzione verrà riservata ai minori, alle famiglie, ai soggetti affetti da traumi e alle vittime di violenza e tratta, anche tramite il supporto di mediatori culturali. La Prefettura coordinerà inoltre un Tavolo di monitoraggio periodico per verificare la criticità e favorire l’inserimento nel sistema di accoglienza SAI.

Le dichiarazioni istituzionali

Il Prefetto Davide Garra ha dichiarato:

“Anche questo protocollo testimonia il positivo approccio sinergico che connota il territorio e la capacità delle nostre istituzioni di lavorare concretamente insieme di fronte alle sfide più complesse. Il Protocollo d’Intesa formalizza e sancisce una rete partecipata e corale, già tempestivamente avviata, che puntualmente attua le disposizioni e gli indirizzi della disciplina europea al fine di intercettare le esigenze anche in tale peculiare ambito, garantendo risposte rapide e adeguate sia sotto il profilo della sicurezza, sia sotto quello dei controlli preliminari di salute e della tutela delle vulnerabilità”.