ATTUALITÀ

Unilever, primo confronto sui 49 esuberi: il tavolo riprende il 18 marzo

Azienda e sindacati al tavolo: no al ritiro della procedura, ma si apre la strada alle alternative ai licenziamenti

Unilever, primo confronto sui 49 esuberi: il tavolo riprende il 18 marzo

Si è tenuto nella giornata di ieri, lunedì 9 marzo 2026, l’incontro tra sindacati e azienda, come prefissato nella scorsa settimana dopo aver proclamato lo stato di agitazione per via del licenziamento dei 49 lavoratori del sito Unilever di Casalpusterlengo.

Lavoratori a rischio

Sono numerose le preoccupazioni che hanno mutato la quotidianità dei lavoratori che, da un momento all’altro, hanno ricevuto una comunicazione che mai si sarebbero immaginati di ricevere. Madri e padri di famiglia che, negli ultimi giorni, hanno dovuto fare i conti con la paura di perdere un’entrata economica, circostanza che potrebbe cambiare considerevolmente la loro situazione economica.

Per i sindacati Filctem Cgil e Femca Cisl, intervenuti tempestivamente proclamando lo stato di agitazione e presenziando al presidio di venerdì, si tratta di condizioni insostenibili che devono essere modificate per garantire un futuro sicuro ai 49 lavoratori coinvolti.

Incontro del 9 marzo

Durante il primo incontro l’azienda ha confermato di non voler ritirare la procedura, pur dichiarandosi disponibile a perseguire l’obiettivo di zero licenziamenti. È stato garantito il mantenimento del centro R&D di Casale come polo europeo, seppur ridimensionato.

Le parti hanno concordato di valutare alternative ai licenziamenti: riduzione degli esuberi, prepensionamenti e isopensione, oltre a ricollocamenti interni ed esterni. Le misure saranno applicate anche alla Manufacturing, sulla quale l’azienda investirà per rafforzare il sito. Il prossimo incontro è fissato per il 18 marzo 2026, seguito da assemblee con i lavoratori.

Continua il lavoro dei sindacati

Nel primo faccia a faccia con l’azienda, la Femca Cisl ha registrato un confronto lungo e complesso, durante il quale sono emerse alcune aperture sul fronte degli esuberi e delle possibili soluzioni alternative ai licenziamenti.

“L’incontro è durato dal mezzogiorno alle tre. È stato il primo confronto con l’azienda. Ci hanno detto di no al ritiro della procedura, ma hanno fatto tre aperture importanti: la disponibilità a rivedere il numero totale dei licenziamenti, oggi quarantanove; la possibilità di lavorare con fabbrica e holding su pensionamenti fino a sette anni dal requisito; l’impegno a valutare un reinserimento in azienda o in altre realtà del territorio per le persone in esubero. – afferma il segretario generale della Femca Cisl, Stefano Priori – In questo primo incontro sono stati fatti passi importanti, anche se non decisivi: l’obiettivo resta evitare i licenziamenti. Il centro ricerca non verrà smantellato ma diventerà centro europeo, e sulla fabbrica potrebbero arrivare investimenti, elementi che rendono più sereni. Il lavoro per arrivare a zero licenziamenti è solo all’inizio”.

Presidio

Anche la Filctem Cgil ha ribadito la richiesta di revocare la procedura, contestando sia la scelta strategica sia l’entità degli esuberi previsti. Dal confronto è comunque emersa una disponibilità dell’azienda a valutare possibili soluzioni alternative.

“Abbiamo fatto richiesta di revoca della procedura, ma l’azienda ci fa sapere che è una riorganizzazione studiata e valutata nel corso del tempo, per cui non valuteranno la revoca. – dichiara Morwenna Di Benedetto, Segreteria Generale Filctem Cgil Lodi – Metteranno però in campo tutte le soluzioni alternative al licenziamento: abbiamo avuto un’ampia apertura a considerare ricollocamenti, prepensionamenti e sospensioni, non solo in holding ma anche in manufacturing, così da generare opportunità per ricollocare i lavoratori laddove ci sia compatibilità con i profili professionali.

Come primo esame congiunto non siamo contenti, perché per noi è una riorganizzazione che non andava fatta, data l’importanza del polo strategico. Contestiamo anche il numero comunicato: hanno dichiarato una riduzione del 45% della forza lavoro. Abbiamo chiesto di rivedere il numero delle persone in esubero, perché per noi è troppo importante rispetto al valore del sito di Casale, che riguarda la holding”.

Sindacati in presidio

Le dichiarazioni del Primo Cittadino

Anche il sindaco Elia Delmiglio, il quale ha presenziato al presidio che si è svolto nella giornata di venerdì mostrando la sua estrema vicinanza ai lavoratori coinvolti, ha aggiornato la sua posizione ribadendo il suo interesse alla vicenda.

“Registro positivamente la disponibilità dimostrata da Unilever rispetto alla tutela del personale coinvolto. In queste ore sono in stretto contatto con le organizzazioni sindacali e sto seguendo con grande attenzione l’evolversi della vicenda. La priorità resta innanzitutto la salvaguardia dei posti di lavoro dei lavoratori interessati. È quindi fondamentale proseguire nel confronto e nel lavoro con tutte le parti coinvolte affinché nessuno resti a casa e si possano individuare soluzioni concrete per la piena tutela occupazionale.

Primo Cittadino Elia Delmiglio
Primo Cittadino, Elia Delmiglio

Si tratta di un primo segnale positivo, ma è importante ribadire con forza la strategicità del centro di ricerca di Casalpusterlengo, un presidio fondamentale non solo per il territorio ma anche in prospettiva di rafforzamento dell’intera rete chimica locale. L’amministrazione continuerà a fare la propria parte, lavorando con responsabilità e determinazione affinché il sito Unilever di Casalpusterlengo venga tutelato e possa essere protagonista di una fase di rilancio, anche attraverso gli importanti investimenti prospettati. L’obiettivo rimane chiaro: difendere il lavoro, valorizzare le competenze presenti e garantire un futuro solido a un sito industriale strategico per il territorio”.