Si terrà lunedì 9 marzo l’incontro tra i sindacati Filctem Cgil e Femca Cisl e l’azienda, decisione arrivata dopo il presidio che si è tenuto oggi davanti ai cancelli dello stabilimento del sito Unilever di Casalpusterlengo.
Le dichiarazioni di Filctem Cgil
Sono 49 i dipendenti a rischio, che negli ultimi giorni hanno ricevuto la notizia del licenziamento. Una comunicazione che ha generato profonda preoccupazione e amarezza tra i lavoratori, improvvisamente costretti a confrontarsi con una realtà ben diversa da quella attesa.
Rabbia, delusione e timore: sono queste le emozioni raccolte dai sindacati, che tra ieri e oggi – venerdì 6 marzo 2026 – hanno incontrato i diretti interessati. Una situazione che mette a rischio la stabilità economica personale e familiare: si tratta infatti di lavoratori tra i 40 e i 50 anni, impiegati in azienda da circa vent’anni.
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“Sono arrabbiati. Molti di loro hanno l’amaro in bocca, perché sono tanti lavoratori che hanno messo a disposizione le proprie competenze e professionalità a favore dell’azienda, e quindi oggi vedersi recapitare una comunicazione di quella portata… si sentono tremare il pavimento sotto i piedi.
C’è tanta delusione e preoccupazione, perché oggi sappiamo bene che il mondo del lavoro non è ricettivo come qualche tempo fa. Questo è dovuto a vari fattori: crisi generali, ma anche il fatto che questi grandi gruppi ormai sono drastici quando prendono decisioni. C’è amarezza e anche un po’ di sconforto. C’è preoccupazione per eventuali ricollocazioni.” ha affermato Morwenna Di Benedetto, Segreteria Generale Filctem Cgil Lodi.
La preoccupazione resta alta, nonostante la presenza costante dei sindacati che hanno ribadito il proprio supporto. Lo stato di agitazione, secondo la Segreteria Generale Filctem Cgil, proseguirà ancora per due giorni, con la speranza che nell’incontro di lunedì si possa individuare una soluzione accettabile.
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“Lo stato di agitazione prosegue con le assemblee straordinarie delle giornate di domani e dopodomani, quando avremo l’esame congiunto. Poi sospenderemo temporaneamente lo stato di agitazione fino a ulteriori iniziative che prenderanno forma in base a quello che sarà l’incontro che avremo. In prima battuta richiederemo la revoca della procedura. Noi non vogliamo licenziamenti.”
Sul campo anche Femca Cisl
Sono circa duecento le persone che hanno preso parte alla mobilitazione – compreso anche il sindaco Elia Delmiglio – un numero che conferma la forte attenzione del territorio verso la vertenza e la preoccupazione diffusa per le ricadute occupazionali. Secondo il segretario generale della Femca Cisl, Stefano Priori, lo stabilimento Unilever di Casale impiega circa 250 dipendenti, di cui un centinaio nel centro ricerche.
La procedura avviata dall’azienda coinvolge proprio quest’area: 110 addetti sono interessati e 49 sono stati dichiarati in esubero. Priori evidenzia che un taglio di tale portata rischierebbe di indebolire in modo significativo l’intero sito produttivo.
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“La CISL era presente con tutta la sua segreteria territoriale di Pavia e Lodi, tutti e tre i segretari, il segretario generale, gli altri componenti della segreteria. Ci sono stati anche segretari di categoria come le Poste, i metalmeccanici, quindi la solidarietà anche dei lavoratori di altre aziende.
Noi diciamo che il centro ricerche non va assolutamente toccato, che è una risorsa importante: dove c’è una fabbrica che produce ci deve essere a fianco un centro ricerche. Questo rafforza entrambe le strutture e fa sì che ci sia un futuro per il sito. È inaccettabile il dimezzamento che hanno proposto loro, quindi il ritiro di questa procedura e l’eventuale discussione che può, secondo noi, essere mandare in pensione qualche persona in maniera volontaria, ma non questo licenziamento. Quindi no ai licenziamenti, no a questa procedura. Rivedere insieme un’alternativa, che però non deve avere i presupposti di questi numeri” ha concluso Priori.