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Un robot chirurgo all’ospedale di Lodi, debutta il sistema Da Vinci Xi

Il direttore generale di ASST Lodi: "L’introduzione della piattaforma robotica rafforza la nostra offerta sanitaria per il territorio lodigiano"

Un robot chirurgo all’ospedale di Lodi, debutta il sistema Da Vinci Xi

Il direttore generale Guido Grignaffini ha evidenziato l’importanza di questo aggiornamento tecnologico per l’azienda.

Un robot chirurgico all’ospedale di Lodi

L’ospedale Maggiore di Lodi segna un punto di svolta con l’installazione ufficiale del robot Da Vinci Xi. La piattaforma, già posizionata all’interno del blocco operatorio, sarà operativa nella seconda metà di febbraio, non appena si concluderà il ciclo di addestramento specialistico che coinvolge l’equipe di medici e il personale infermieristico dedicato.

Grazie a un investimento sostenuto da Regione Lombardia, il presidio lodigiano si dota di uno strumento che integra robotica, informatica e ingegneria di precisione. Il sistema troverà immediata applicazione in ambiti cruciali come la chirurgia generale per patologie gastriche e intestinali, l’urologia per interventi a prostata, rene e vescica e la ginecologia.

Un investimento strategico

Il direttore generale dell’ASST Lodi Guido Grignaffini ha evidenziato l’importanza di questo aggiornamento tecnologico per l’azienda, spiegando che per l’ASST l’investimento rappresenta un ulteriore e corposo tassello nell’ambito dell’innovazione e dell’adeguamento del presidio.

Guido Grignaffini

Secondo il dirigente, l’introduzione della piattaforma robotica consolida e potenzia la qualità delle prestazioni chirurgiche, aumentando l’attrattività della struttura sia per i pazienti sia per i professionisti del settore.

L’introduzione della piattaforma robotica – aggiunge il direttore – consolida e potenzia la qualità delle prestazioni chirurgiche, rafforzando la nostra offerta sanitaria per il territorio lodigiano e non solo”.

Il funzionamento di Da Vinci X

Il sistema Da Vinci Xi rappresenta la frontiera della chirurgia mini invasiva robot-assistita. In questo contesto, il chirurgo non opera con le proprie mani ma manovra il robot a distanza rimanendo seduto a una console posta in sala operatoria. Il sistema computerizzato trasforma il movimento delle mani in impulsi che vengono convogliati alle braccia robotiche.

Questa tecnologia consente una visione 3D del campo operatorio e possiede quattro bracci interscambiabili montati su un’unica colonna. La flessibilità del sistema permette una chirurgia multi quadrante per effettuare interventi complessi su organi posizionati in diversi distretti anatomici con la possibilità di affiancare una seconda console per la collaborazione tra due specialisti.

Benefici clinici e ripresa rapida per i pazienti

Pietro Bisagni, direttore del dipartimento chirurgico dell’ASST e primario della chirurgia generale, ha illustrato i numerosi vantaggi della tecnica robotica rispetto alla chirurgia aperta o alla laparoscopia tradizionale. Tra i punti di forza spiccano la radicalità asportativa oncologica, la facilità di accesso ad anatomie difficili da raggiungere e una maggiore precisione nelle procedure ricostruttive.

Pietro Bisagni

Per chi si sottopone all’operazione, i benefici si traducono in un migliore risultato estetico, minore necessità di trasfusioni e una netta riduzione del dolore post operatorio. Il primario ha inoltre sottolineato come l’approccio mini invasivo rappresenti oggi un gold standard riconosciuto dalla comunità medica internazionale.

La chirurgia robotica è l’evoluzione più recente. L’utilizzo del nuovo sistema è un notevole passo in avanti per il nostro dipartimento, equiparandolo ai più moderni standard nazionali e internazionali”, ha dichiarato Bisagni.