Iniziativa popolare lodigiana

Suicidio assistito: al via nel Lodigiano la raccolta firme per la legge regionale

La proposta di legge Liberi Subito torna nelle piazze di Lodi e Codogno per definire tempi e modalità certe nell’accesso alle procedure medicali garantite dal Servizio sanitario

Suicidio assistito: al via nel Lodigiano la raccolta firme per la legge regionale

Parte nel territorio lodigiano la raccolta firme per la proposta di legge regionale di iniziativa popolare Liberi Subito, mirata a stabilire procedure uniformi per l’accesso al suicidio medicalmente assistito. La campagna punta a raccogliere 5.000 sottoscrizioni in tutta la Lombardia entro la fine di settembre. L’iniziativa segue il precedente stallo del novembre 2024, quando il Consiglio regionale aveva bloccato la discussione del provvedimento tramite una pregiudiziale di costituzionalità.

I primi appuntamenti a Lodi e Codogno

Le attività di raccolta sul suolo pubblico inizieranno sabato 16 maggio 2026, dalle ore 9:00 alle 12:30, in Piazza della Vittoria a Lodi. Un secondo tavolo sarà allestito sabato 23 maggio 2026, dalle ore 9:00 alle 12:00, in Piazza XX Settembre a Codogno. Gli organizzatori della Cellula Coscioni di Lodi, coordinati da Antonio Altrocchi ed Emanuela Soresini, hanno annunciato che ulteriori date saranno pubblicizzate attraverso i canali social dedicati.

Il quadro normativo e la sentenza della Consulta

La nuova mobilitazione poggia sulle basi giuridiche fornite dalla sentenza n. 204/2025 della Corte costituzionale. I giudici hanno chiarito che le Regioni hanno la facoltà di disciplinare modalità e tempi con cui il sistema sanitario assicura l’effettivo accesso alla procedura, purché non si intervenga su ambiti di competenza statale come la materia penale o civile. L’obiettivo è allineare la Lombardia a realtà come Toscana e Sardegna, dove sono già state introdotte misure analoghe.

Locandina

Obiettivi e trasparenza della proposta

Il progetto di legge non intende introdurre nuovi diritti, ma rendere concretamente esercitabile una facoltà già riconosciuta dall’ordinamento. I punti cardine della proposta includono la garanzia di procedure certe per la verifica dei requisiti, l’uniformità del trattamento su tutto il territorio regionale e l’imposizione di criteri di trasparenza e responsabilità alle aziende sanitarie locali. Per informazioni e contatti è attiva la casella di posta elettronica cellulalodi@associazionelucacoscioni.it.

Il vademecum di regione Lombardia

Intanto, la Lombardia prova comunque a mettere ordine in uno dei passaggi più delicati della sanità pubblica: le richieste di accesso alla morte medicalmente assistita. In attesa di una legge nazionale organica sul fine vita, l’assessorato regionale al Welfare ha predisposto un vademecum operativo destinato agli ospedali, alle Ats e ai pazienti.

CONTINUA: Fine vita, ospedali: le regole nel vademecum dell’assessorato al welfare di regione Lombardia