Studenti e studentesse scendono in piazza oggi, 8 marzo 2026, in diverse città lombarde per chiedere una scuola più inclusiva e una società libera dalle disuguaglianze di genere. Al centro della mobilitazione la richiesta di introdurre l’educazione sessuo-affettiva nelle scuole e contrastare la cultura patriarcale (foto di copertina creata con AI).
Studenti in piazza per l’8 marzo
Non solo una ricorrenza simbolica, ma una giornata di mobilitazione nelle piazze. In occasione dell’8 marzo, studenti e studentesse tornano a manifestare in diverse città della Lombardia per chiedere una scuola più inclusiva e una società capace di superare le disuguaglianze di genere. Lo slogan scelto per quest’anno – “L’8 marzo tutto l’anno: corpi liberi, scuole libere” – vuole sottolineare la necessità di un impegno costante e non limitato a una singola giornata.
Per molti giovani, infatti, la Giornata internazionale della donna rappresenta soprattutto un momento di attivazione collettiva per rivendicare diritti, maggiore consapevolezza e politiche educative più efficaci.
“Non solo una ricorrenza”
Secondo gli studenti promotori delle iniziative, il tema della parità di genere rimane centrale e ancora irrisolto.
“L’8 marzo non può e non deve essere considerato una semplice ricorrenza: viviamo in una società in cui l’influenza della cultura patriarcale è ancora fortemente evidente e questo si traduce in un mondo che non appartiene né alle vecchie generazioni né, soprattutto, alle nuove”, afferma Isabella Thoha, membro dell’esecutivo dell’Unione degli Studenti Lombardia.
“Proprio per questo scendere oggi in piazza è importante. Chiediamo che si agisca sul problema riconoscendone la gravità e la diffusione”, aggiunge.
Il ruolo della scuola
Per gli studenti il cambiamento deve partire soprattutto dal sistema educativo. L’Unione degli Studenti sostiene infatti che la scuola abbia un ruolo decisivo nel formare una società più equa e consapevole.
“È necessario prendere atto del ruolo trasformativo che la scuola gioca nella nostra società a breve, medio e lungo termine”, spiega Pietro Wilhelm Malmsheimer, responsabile della comunicazione dell’Unione degli Studenti Lombardia. “Ancora oggi nelle scuole italiane mancano programmi strutturati di educazione sessuo-affettiva, e questo incide negativamente sul modo in cui i giovani vivono l’intimità e le relazioni”.
L’organizzazione studentesca ha elaborato a livello nazionale una proposta di guida sull’educazione sessuo-affettiva e, insieme ad ActionAid Italia, sta portando avanti un’inchiesta per analizzare le criticità dell’attuale modello educativo.
Anche a Lodi
Le mobilitazioni dell’8 marzo e dei giorni successivi coinvolgeranno diverse città lombarde con cortei, presìdi e iniziative culturali.
A Bergamo è previsto un corteo l’8 marzo alle 17.30 in piazzale Marconi, mentre a Como si terrà un presidio alle 17.15 in piazza San Fedele. A Lecco l’appuntamento è alle 10.30 in piazza XX Settembre.
Anche Milano sarà al centro delle iniziative: l’8 marzo alle 15 è in programma un corteo con partenza dalla Stazione Centrale, mentre il 9 marzo alle 9.30 in largo Cairoli si terrà uno sciopero studentesco.
Altri appuntamenti sono previsti a Varese, con un corteo l’8 marzo alle 15 in piazza Monte Grappa, a Monza, dove il 9 marzo alle 18 è previsto un corteo in piazza Castello, e a Lodi, dove il 9 marzo 2026 alle 17 al Cinema Fanfulla si terrà una proiezione.
“Un impegno che deve durare tutto l’anno”
Il messaggio degli studenti è chiaro: la battaglia per l’uguaglianza di genere e per una scuola più inclusiva non può limitarsi alla giornata dell’8 marzo.
Le manifestazioni vogliono infatti ribadire che il tema dei diritti, dell’educazione e della libertà dei corpi riguarda la vita quotidiana di studenti e studentesse e deve essere affrontato con politiche strutturali e durature.