L’edizione 2026 del format educativo Pensa all’Acqua, promosso dall’azienda idrica SAL, si è conclusa coinvolgendo due classi terze dell’IIS Volta di Lodi. Il progetto, coordinato dalla professoressa Giusi Rossi, ha impegnato ogni studente della 3^D e della 3^F in un percorso di sensibilizzazione sull’uso consapevole della rete idrica come alternativa alla plastica usa e getta. L’iniziativa, partita a febbraio, ha utilizzato un approccio esperienziale per orientare i cittadini verso scelte di consumo più sostenibili.
Il sondaggio sulle abitudini di consumo
Tra il 24 febbraio e il 5 marzo 2026, ogni giovane partecipante ha somministrato un questionario a un campione di 476 soggetti divisi per fasce d’età. Dai dati raccolti emerge che il 31% degli intervistati beve acqua del rubinetto “tale e quale”, il 18% utilizza un sistema di filtraggio domestico e il 17% si rifornisce presso le case dell’acqua. Il 34% del campione ricorre invece all’acquisto di bottiglie in plastica. Complessivamente, due individui su tre si affidano alla rete idrica provinciale.
Motivazioni e ostacoli al cambiamento
L’indagine ha analizzato le ragioni dietro le preferenze di ogni consumatore. Tra chi sceglie l’acqua di rete, prevalgono l’abitudine (37%) e la comodità (18%). Per chi acquista acqua confezionata, la motivazione principale resta l’abitudine (40%), seguita dalla predilezione per le bollicine (18%) e dalla diffidenza verso le forniture pubbliche (17%). Gli studenti hanno individuato nella preferenza per l’acqua frizzante una barriera strutturale, mentre l’abitudine e la diffidenza sono state classificate come aree su cui intervenire con comunicazioni mirate.
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Strategie per il futuro e cittadinanza attiva
Il lavoro di analisi, presentato nelle classi il 20 e il 28 aprile 2026, ha definito tre leve per promuovere il cambiamento: comodità, norma sociale e identità personale. Il percorso proseguirà nell’anno scolastico 2026-2027 con la creazione di campagne creative realizzate direttamente da ogni allievo.
In merito all’iniziativa, Vittorio Codeluppi, presidente di SAL, ha dichiarato:
“Con ‘Pensa all’Acqua’ non portiamo in classe una lezione sull’acqua: apriamo uno spazio di ragionamento autentico. I ragazzi del Volta hanno raccolto dati reali, interrogato le persone intorno a loro, e poi si sono seduti a ragionare su cosa significano quei numeri. Questo è esattamente il tipo di cittadinanza attiva che vogliamo sostenere. L’acqua del rubinetto è un bene comune che SAL gestisce ogni giorno con attenzione e responsabilità: crediamo che conoscerla e sceglierla consapevolmente sia un atto concreto per l’ambiente”.
La coordinatrice didattica Giusi Rossi ha aggiunto:
“Pensare all’acqua, un atto non usuale ma che ci permette di ragionare sugli impatti delle nostre azioni: con SAL siamo partiti da qui. La passione e competenza degli esperti di SAL sono stati ingredienti fondamentali per la buona riuscita di questa fase del percorso. Proposte formative di questa portata (è il caso di dire) devono poter sedimentare, necessitano di tempo ed è per questo che vorremmo proseguire con le stesse classi anche il prossimo anno scolastico, per progettare strumenti in grado di generare un cambio di passo nella nostra comunità”.