Dal 15 gennaio 2026 ha preso il via un nuovo progetto assistenziale gestito dall’ASST di Lodi, divenuto pienamente operativo negli ultimi giorni. Questa iniziativa punta a rafforzare il legame tra le strutture ospedaliere e i servizi locali attraverso lo screening nutrizionale domiciliare.
Destinatari dell’intervento
Come spiegato da Guido Grignaffini, Direttore Generale dell’azienda sanitaria, l’attività costituisce il potenziamento delle prestazioni offerte ai cittadini, garantendo continuità di cura anche dopo le dimissioni dal ricovero ospedaliero.
Il percorso è rivolto a soggetti in condizioni di particolare fragilità in dimissione dai reparti ospedalieri o dopo cicli ambulatoriali. Silvana Cirincione, Direttore Socio Sanitario, specifica che l’obiettivo è individuare precocemente i rischi di malnutrizione.
Gli utenti coinvolti sono prevalentemente persone con più di sessantacinque anni, non autosufficienti o con difficoltà oggettive a raggiungere gli ambulatori. Il monitoraggio riguarda chi presenta criticità già durante la degenza o necessita di supplementi dietetici specifici.
“In particolare – sottolinea Simonetta Protti – sono soggetti ultrasessantacinquenni, non autosufficienti o con limitate capacità di accesso ai servizi ambulatoriali; pazienti che allo screening nutrizionale pre-dimissione sono risultati a rischio di malnutrizione o che necessitano di una valutazione approfondita e di un percorso mirato di assistenza dietetico-nutrizionale”.
Il team operativo
La gestione del progetto è affidata a Simonetta Protti, responsabile della struttura di Nutrizione Clinica, la quale coordina un’unità composta dalle dietiste Irene Pozzebon e Diana Cossu.
Durante la visita domiciliare viene eseguito il counseling nutrizionale, la rilevazione delle misure antropometriche quali peso, altezza e circonferenze corporee, e il monitoraggio del diario alimentare dei degenti. Questo per contrastare la malnutrizione, definita come una condizione clinica spesso aggravata da patologie croniche o dall’invecchiamento.
Modalità di accesso e segnalazione dei casi
L’inserimento nel programma di assistenza domiciliare può essere attivato attraverso diversi canali. La segnalazione degli assistiti che necessitano di valutazione avviene tramite il personale sanitario responsabile della dimissione, ma anche su indicazione del medico di medicina generale o degli infermieri di famiglia e di comunità (IFeC).
“Siamo certi che questa nuova risorsa territoriale rappresenti un valore aggiunto per il percorso di presa in carico”, conclude il Direttore Generale dell’ASST, confermando la volontà di investire in modelli di cura prossimi al cittadino.