Presso l’Ospedale di Sant’Angelo Lodigiano, l’Ambulatorio per i disturbi respiratori sonno correlati dell’ASST di Lodi registra un incremento nell’offerta assistenziale.
Incidenza della patologia e rischi per la salute
La struttura, con Rossella Cavalli come Responsabile medico che dirige la Riabilitazione Respiratoria Territoriale sotto la supervisione della primaria Silvia Mandrini, ha attualmente in carico 800 soggetti affetti da apnee ostruttive del sonno, con circa 100 nuove impostazioni terapeutiche annue. Il servizio attira utenti anche da territori extraprovinciali per il trattamento di una patologia che colpisce ampie fasce di popolazione.
Le statistiche cliniche indicano una diffusione rilevante del disturbo: tra i soggetti di sesso maschile dai 35 ai 70 anni l’incidenza varia dal 16% al 45%, mentre per le persone di sesso femminile in post-menopausa i valori oscillano tra il 6% e il 24%. Le apnee possono causare ipertensione arteriosa, fibrillazione atriale, ictus e scompenso cardiaco.
Protocolli diagnostici e soluzioni terapeutiche
L’accertamento della patologia avviene tramite la poligrafia, esame non invasivo introdotto in ASST nel 2011. Il dispositivo registra i parametri respiratori e l’ossigenazione durante il riposo notturno, spesso integrato da un diario compilato dall’assistito. Il trattamento principale consiste nell’utilizzo della CPAP, un macchinario che eroga un flusso d’aria continuo tramite maschera per mantenere aperte le vie aeree. Tale ausilio elimina il russamento e riduce la stanchezza diurna, limitando il pericolo di infortuni o incidenti stradali.
“Noi spesso completiamo l’esame poligrafico con un diario del sonno del paziente – racconta Rossella Cavalli – che ci consente di rilevare un quadro meritevole o meno del trattamento.”.
Nuovo modello organizzativo e ruolo dei fisioterapisti
L’Ambulatorio ha recentemente adottato un sistema di gestione che vede la partecipazione attiva di quattro fisioterapisti respiratori. Questi professionisti si occupano della valutazione iniziale, della preparazione del follow-up e del monitoraggio a distanza dell’aderenza alla terapia.
Questo assetto ha permesso di aumentare la capacità di presa in carico del servizio. Il team medico mira ora a potenziare il coordinamento con i medici di medicina generale, offrendo disponibilità per teleconsulti volti a verificare l’appropriatezza degli accessi alla struttura ospedaliera.