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Ritrovato a Ospedaletto Lodigiano il pappagallo Anita, era scomparso due mesi fa

Lieto fine per l'animale e per i proprietari che ormai avevano perso le speranze, l'esemplare appartiene a una specie protetta

Ritrovato a Ospedaletto Lodigiano il pappagallo Anita, era scomparso due mesi fa

Un regalo inaspettato è arrivato giusto durante le festività natalizie per una famiglia di San Giuliano Milanese.

Ritrovato a Ospedaletto Lodigiano il pappagallo Anita

Nella giornata di ieri, martedì 30 dicembre 2025, i Carabinieri Forestali di Lodi hanno ritrovato a Ospedaletto Lodigiano Anita, un pappagallo scomparso lo scorso ottobre e ormai dato quasi per perduto. La storia inizia in un tranquillo pomeriggio autunnale.

Anita, abituata a svolazzare ogni giorno nel parchetto sotto casa a San Giuliano Milanese, quella volta non fa ritorno. La famiglia, preoccupata, avvia subito le ricerche e si rivolge anche ai Carabinieri mentre in rete partono appelli, post condivisi e passaparola. Niente, però, sembra dare risultati concreti. Anita non è un pappagallo qualunque.

Il pappagallo Anita dopo il ritrovamento

L’esemplare raro scomparso da mesi

Si tratta di un esemplare appartenente alle specie protette dalla Convenzione di Washington (CITES), allevato a mano da un esperto della zona, addomesticato e dotato di anello identificativo: elementi che avrebbero dovuto rendere più semplice il riconoscimento del legittimo proprietario.

Eppure, fino al pomeriggio di ieri, nessuna segnalazione utile era arrivata ai Forestali. Poi la svolta. Dopo diversi avvistamenti nel parco pubblico di Ospedaletto Lodigiano, il volatile si è posato sulla spalla di una passante. Da qui l’intervento della Forestale che è riuscita grazie al braccialetto a risalire alla proprietaria e restituirlo.

Grazie ai controlli sul territorio e alla collaborazione dei cittadini, Anita è stata ritrovata.

Il caso riporta l’attenzione su un tema cruciale: la tutela degli animali d’affezione e, in particolare, degli esemplari protetti dalla Convenzione CITES. I Carabinieri Forestali ricordano che l’introduzione illegale nello Stato, la detenzione e il commercio di questi animali comportano sanzioni severissime, con multe che possono arrivare fino a 150 mila euro.