Il 20 giugno 2026 Papa Leone XIV visiterà Sant’Angelo Lodigiano per onorare Santa Francesca Cabrini, legata alle sue origini di Chicago, prima di recarsi a Pavia per venerare Sant’Agostino. L’evento segna lo storico ritorno di un Pontefice nel Lodigiano dopo 34 anni.
Papa Leone XIV nel Lodigiano
C’è un filo invisibile, lungo migliaia di chilometri, che unisce le sponde del Lambro ai grattacieli dell’Illinois. Quel filo oggi ha il volto di Papa Leone XIV. Il Vescovo di Lodi, Mons. Maurizio Malvestiti, ha ufficializzato ieri (23 aprile 2026) il ritorno di un Pontefice in terra lodigiana: il prossimo 20 giugno, il Successore di Pietro farà tappa a Sant’Angelo Lodigiano, rompendo un silenzio lungo oltre tre decenni dall’ultima storica visita di Giovanni Paolo II.

L’intreccio dei due Santi
La visita non è un evento isolato, ma il cuore pulsante di un pellegrinaggio agostiniano. Il Papa, infatti, utilizzerà la tappa lodigiana come “porta d’ingresso” verso Pavia, dove nel pomeriggio dello stesso giorno si raccoglierà davanti all’Arca di Sant’Agostino. Se Pavia custodisce le spoglie del Dottore della Chiesa, Sant’Angelo è la culla di Santa Francesca Saverio Cabrini, la patrona degli emigranti. Due giganti della fede che, pur in epoche diverse, hanno ridefinito i confini della missione cristiana e che ora si trovano uniti nell’itinerario del Pontefice.
Da Chicago a Sant’Angelo: il legame personale di Leone XIV
Il valore teologico di questo viaggio è profondamente legato alla biografia di Leone XIV. Nato a Chicago, il Papa condivide con la Cabrini un destino incrociato: Francesca nacque a Sant’Angelo nel 1850 per poi morire proprio a Chicago nel 1917, diventando la prima cittadina statunitense a essere proclamata santa.
Questo legame era già emerso lo scorso 16 giugno, durante un incontro con i vescovi italiani, quando Mons. Malvestiti definì la Cabrini come la santa “nata a Sant’Angelo e nata al cielo a Chicago”. Una coincidenza che aveva visibilmente commosso il Pontefice, accelerando forse il desiderio di visitare i luoghi natii della “Madre degli emigranti”.
La Basilica, cuore dell’evento
Il fulcro della tappa lodigiana sarà la Basilica minore dei Santi Antonio Abate e Francesca Cabrini. Edificata tra il 1928 e il 1938 sulle fondamenta di una chiesa seicentesca, la Basilica non è solo un gioiello architettonico, ma il santuario della memoria cabriniana: è qui che la Santa ricevette il battesimo ed ebbe inizio l’avventura spirituale che l’avrebbe portata a varcare l’oceano.

Il programma ufficiale
Mentre la macchina organizzativa si è già messa in moto, cresce l’attesa per i dettagli logistici. La Diocesi e le autorità locali hanno confermato che il cronoprogramma definitivo della giornata sarà reso noto nei prossimi giorni. Resta la certezza di un evento che, dopo 34 anni, rimetterà il Lodigiano al centro della geografia del Vaticano.