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Attività chirurgica potenziata

Ospedale Lodi, sale operatorie aperte anche al sabato per ritornare a livelli pre-Covid

L’obiettivo è favorire la ripresa dell’attività chirurgica ordinaria rallentata a causa della pandemia.

Ospedale Lodi, sale operatorie aperte anche al sabato per ritornare a livelli pre-Covid
Attualità Lodi, 17 Ottobre 2021 ore 09:37

Asst Lodi: Attività chirurgica potenziata per il ritorno a pieno regime dell’attività chirurgica rallentata a causa della pandemia.

Ospedale Lodi, sale operatorie aperte anche al sabato

Lodi, 13 ottobre 2021 - Sale operatorie aperte anche al sabato e incremento del numero delle sedute giornaliere per garantire il ritorno a pieno regime dell’attività chirurgica rallentata a causa della pandemia. L’ASST di Lodi ha avviato a settembre un importante programma di recupero degli interventi chirurgici, che consentirà entro la fine del 2021 di ristabilire la stessa capacità degli ultimi quattro mesi del  2019 incrementandola di ulteriori 150 prestazioni. L’obiettivo è favorire la ripresa dell’attività ordinaria sia nel presidio ospedaliero di Lodi che in quello di Codogno, e ridurre le attese per gli interventi chirurgici programmati, rinviati a causa dell’emergenza.

Chirurgia d'urgenza sempre a pieno ritmo

Anche nel periodo più duro della pandemia, infatti, l’attività chirurgica d’urgenza non si è mai fermata e continua a lavorare a pieno ritmo. Nella sola giornata di domenica 10 ottobre 2021, per esempio, sono stati trattati in 6 ore 4 casi di trauma maggiore con necessità di chirurgia  (lesione da scoppio di ansa ileale, frattura di bacino con instabilità emodinamica - packing, fissatore esterno, e placca definitiva al depacking -, traumi da motociclo con PNX e fratture multiple) presso l’Ospedale di Lodi pur non essendo, quest’ultimo, ancora riconosciuto come CTZ (Centro Traumi di Zona). Allo stesso modo sono sempre stati garantiti ai pazienti oncologici gli interventi nei tempi previsti, ovvero entro un massimo di 30 giorni.

«Nel 2019 l’attività del Dipartimento Chirurgico dell’ASST di Lodi era globalmente in crescita. Come tutte le aziende ospedaliere, nel 2020 abbiamo registrato uno stop a causa del Covid in particolare per quanto riguarda l’attività chirurgica elettiva non urgente, vale a dire interventi quali ernie, colecisti, emorroidectomie, tonsillectomie e patologie benigne in generale», sottolinea Pietro Bisagni, Direttore Dipartimento Chirurgico dell’ASST di Lodi.

«La pandemia ha influito negativamente anche sugli screening oncologici, determinando un minor numero di diagnosi e di conseguenza di nuovi interventi. Abbiamo comunque sempre garantito l’attività chirurgica d’urgenza e gli interventi per patologie oncologiche già diagnosticate, per i quali sono sempre stati rispettati i 30 giorni massimi di attesa. Per recuperare il pregresso, grazie anche ai fondi messi a disposizione dal Piano regionale per la ripresa delle attività, dal mese scorso abbiamo avviato un piano di sedute chirurgiche straordinario, tenendo aperte le sale operatorie al pomeriggio e al sabato mattina.

A settembre abbiamo effettuato più di 55 interventi extra, da ottobre in avanti saranno circa 60/70 gli interventi aggiuntivi ogni mese: in questo modo supereremo l’obiettivo di offrire, entro dicembre, almeno 150 prestazioni chirurgiche ulteriori rispetto allo stesso periodo del 2019. Lo sforzo riguarda tutte le Divisioni del Dipartimento Chirurgico su entrambi i presidi di Lodi e Codogno, compresa l’attività ambulatoriale di Day Surgery e di Endoscopia: per quest’ultima  è stata messa a disposizione una sala aggiuntiva proprio per garantire l’incremento del numero di screening, in linea con quanto richiesto da Regione Lombardia».

Dottor Pietro Bisagni

«Il lavoro aggiuntivo – dichiara Salvatore Gioia, Direttore Generale della ASST – è stato reso possibile grazie all’impegno congiunto di tutte le Divisioni del Dipartimento Chirurgico e alla collaborazione multidisciplinare di tutti i professionisti coinvolti, dal personale infermieristico agli anestesisti-rianimatori: si tratta di uno sforzo organizzativo enorme, sostenuto dall’azienda anche attraverso un piano di acquisizione di nuovo personale tutt’ora in fase di sviluppo».