Sanità nel Lodigiano

Nefrologia a Lodi: aumentano i trapianti e i trattamenti domiciliari

Il bilancio della struttura ospedaliera guidata da Filippo Mangione evidenzia la crescita di ricoveri, biopsie e terapie innovative

Nefrologia a Lodi: aumentano i trapianti e i trattamenti domiciliari

La struttura complessa di Nefrologia dell’ospedale Maggiore di Lodi registra un incremento nelle prestazioni sanitarie e nel reclutamento di personale. Il reparto, che dispone di 13 posti letto per la degenza, conta attualmente su un’équipe di 12 medici, ristabilendo l’organico specialistico dopo le criticità strutturali riscontrate fino al primo semestre del 2023.

Nefrologia a Lodi

Il servizio di emodialisi extracorporea serve complessivamente 150 pazienti, distribuiti tra la sede centrale di Lodi (dotata di 18 postazioni) e i centri di Casalpusterlengo e Sant’Angelo Lodigiano, che dispongono di 9 postazioni ciascuno. Il trattamento ospedaliero prevede tre sedute settimanali della durata di circa quattro ore per ciascun soggetto affetto da insufficienza renale cronica o acuta.

Il primario, Filippo Mangione, nominato a marzo 2024, illustra lo sviluppo del personale:

“Abbiamo cominciato a reclutare nuove e giovani forze specialistiche e a stabilizzarle. Attualmente siamo 12 medici e la Nefrologia ha recuperato attrattività. L’investimento della Direzione Strategica è stato notevole”.

Incremento della dialisi peritoneale e autonomia chirurgica

L’attività della struttura ha registrato un’espansione nel settore della dialisi peritoneale domiciliare, passata da 9 utenti iniziali agli attuali 34. Questo protocollo terapeutico consente l’autogestione assistita presso l’abitazione previo inserimento chirurgico sottocutaneo di un catetere permanente in anestesia locale.

L’indipendenza operativa dell’équipe medica favorisce la rapidità degli interventi, come specificato dal dirigente medico:

“Quando sono arrivato al Maggiore erano soltanto 9 i pazienti in dialisi peritoneale. Oggi sono 34. Molti del nostro team sono nefrologi interventisti. Siamo in pratica autonomi nell’esecuzione degli accessi vascolari e per il posizionamento dei cateteri. In alcune occasioni operiamo in collaborazione con i chirurghi generali e vascolari e con i radiologi interventisti dell’Azienda”.

Incremento delle biopsie renali e percorso verso il trapianto

I dati relativi alle biopsie renali indicano un aumento volumetrico, passando da una media storica di 11 procedure annue a 43 interventi eseguiti nel 2025, con 24 esami già effettuati nei primi mesi del 2026. La degenza ordinaria si attesta su una media di 33 ricoveri mensili, per un totale di circa 400 pazienti assistiti ogni anno.

Filippo Mangione analizza gli obiettivi clinici e i volumi di attività raggiunti:

“Negli ultimi mesi abbiamo dato un forte impulso alla dialisi peritoneale che è un trattamento domiciliare. Volumi da centro di riferimento. Mettiamo a disposizione dei nostri pazienti tutte le terapie più innovative che hanno dimostrato di avere un impatto favorevole sul rischio di progressione delle malattie renale”.

Il responsabile della struttura delinea la strategia per contrastare le patologie renali:

“Il nostro obiettivo è quello di rallentare e fermare la naturale tendenza al peggioramento di queste patologie, ritardando – evitando quando possibile – la necessità di dialisi, e favorendo un tempestivo percorso verso il trapianto. In ogni fase del processo di cura vogliamo garantire la miglior qualità di vita ai nostri pazienti”.

Sul fronte dei trapianti di rene, l’ospedale di Lodi ha registrato 9 interventi andati a buon fine nel 2025 rispetto ai 3 dell’anno precedente. Per l’anno corrente si contano 5 trapianti eseguiti e 12 pazienti inseriti nella lista d’attesa attiva.

Il nefrologo conclude analizzando l’apporto del gruppo di lavoro:

“Nel 2025 abbiamo contribuito a far trapiantare 9 pazienti contro i 3 dell’anno precedente. Quest’anno i pazienti trapiantati sono già 5 e quelli in lista d’attesa sono 12. Mi piace richiamare l’entusiasmo che la nostra squadra, specialisti e infermieri, mette nel lavoro quotidiano. C’è piena consapevolezza che ci sono tutte le condizioni e le premesse per crescere ulteriormente, insieme”.