Crisi agricola

Maltempo estremo devasta le campagne tra Milanese e Lodigiano: Confagricoltura chiede alla Regione l’attivazione degli aiuti

Una violenta ondata di grandine e fortunali colpisce ventotto comuni danneggiando le produzioni e le strutture rurali

Maltempo estremo devasta le campagne tra Milanese e Lodigiano: Confagricoltura chiede alla Regione l’attivazione degli aiuti

Nella giornata del 21 luglio 2026, a seguito delle tempeste abbattutesi tra il 17 e il 20 luglio sulle zone del Sud Milanese e del Lodigiano, il presidente di Confagricoltura Milano Lodi e Monza Brianza, Francesco Pacchiarini, ha inviato una lettera formale all’assessore regionale all’Agricoltura Alessandro Beduschi.

L’istanza richiede l’attivazione della procedura di accertamento dei danni, la delimitazione delle aree colpite e l’avvio delle misure compensative previste dal Decreto Legislativo n. 102 del 2004, a causa dei gravi danni provocati da chicchi di grandine grandi quanto “palline da golf”  e raffiche di vento superiori ai 90 chilometri orari.

I territori e le colture colpite

Il maltempo ha devastato i campi di mais prossimi alla raccolta, orticole, foraggi, serre e coperture di stalle e cascine in 28 comuni.

Tra le aree interessate figurano Carpiano, Cerro al Lambro, Melegnano, Milano e San Zenone al Lambro nella Città Metropolitana di Milano, oltre a numerosi centri della provincia di Lodi tra cui Borghetto Lodigiano, Borgo San Giovanni, Caselle Lurani, Castelnuovo Bocca d’Adda, Castiglione d’Adda, Castiraga Vidardo, Cavenago d’Adda, Cornovecchio, Corte Palasio, Crespiatica, Graffignana, Lodi, Lodi Vecchio, Maccastorna, Maleo, Meleti, Pieve Fissiraga, Salerano sul Lambro, Sant’Angelo Lodigiano, Terranova dei Passerini, Turano Lodigiano, Valera Fratta e Villanova del Sillaro. Come dichiarato dal dirigente Francesco Pacchiarini:

“Nel giro di pochi minuti molte delle nostre imprese hanno visto compromesso il lavoro di un’intera annata – dichiara il presidente di Confagricoltura Milano Lodi e Monza Brianza Francesco Pacchiarini –. Il mais era a poche settimane dalla raccolta, e con esso sono stati colpiti foraggi, orticole, serre, coperture di stalle e fienili. Come Organizzazione ci siamo attivati subito, presidiando i territori insieme ai nostri associati per arrivare a una stima puntuale dei danni, e ci siamo rivolti alla Regione perché la macchina dell’accertamento e della delimitazione delle aree colpite parta senza ritardi. Alle istituzioni riconosciamo attenzione e ascolto: ora servono tempi rapidi, perché le aziende hanno bisogno di risposte concrete per ripartire”.

L’impatto dei cambiamenti climatici

L’episodio rappresenta la quarta grandine violenta registrata in una sola settimana sul territorio lombardo, evidenziando una tropicalizzazione del clima che mette a rischio il settore primario. Sul punto, il rappresentante di categoria Francesco Pacchiarini ha aggiunto:

“Non possiamo più parlare di eccezioni – prosegue Pacchiarini –. Eventi che un tempo definivamo straordinari si ripetono ormai con una frequenza e una violenza che ricordano più i climi tropicali che le nostre estati: grandinate distruttive, colpi di vento, trombe d’aria, alternati a ondate di caldo e siccità. E ogni volta è l’agricoltura, che vive all’aperto e del rapporto con il clima, a pagare per prima e più di tutti. Le nostre imprese investono già in tecnologie, assicurazioni e sistemi di difesa attiva, ma di fronte a fenomeni di questa portata nessuna azienda può farcela da sola: serve un cambio di passo strutturale su prevenzione, gestione del rischio e strumenti di ristoro, all’altezza di un clima che è già cambiato. Difendere il reddito di chi coltiva significa difendere il territorio, il paesaggio e il cibo di tutti”.