L’Ospedale Maggiore di Lodi ha introdotto un sistema di assistenza domiciliare basato sulla tecnologia per il trattamento dei pazienti oncologici con fragilità.
Il modello assistenziale e il progetto HVAS
Il progetto si focalizza sulla gestione dei cateteri venosi centrali a inserimento periferico (PICC) in soggetti ultrasessantacinquenni sottoposti a chemioterapia. Attualmente, l’Azienda Socio‑Sanitaria Territoriale lodigiana è l’unico centro nel Nord Italia, insieme all’Istituto Pascale di Napoli, ad applicare questo protocollo di telemedicina.
L’iniziativa rientra nel programma Hands-free Vascular Access System (HVAS), finalizzato all’ottimizzazione degli accessi vascolari tramite soluzioni digitali. Il sistema, avviato a Lodi nel 2026, ha registrato i primi risultati positivi su un paziente pilota, migliorando il comfort e riducendo il carico di stress per chi assiste il malato.
“La teleassistenza viene effettuata da personale infermieristico appositamente formato, che supporta a distanza il caregiver nella corretta gestione del catetere venoso centrale inserito nel braccio e utilizzato per la somministrazione dei farmaci chemioterapici”, chiarisce Gianluca Russo, direttore della Struttura Complessa di Anestesia e Rianimazione.
Supporto tramite visori e gestione dei dispositivi
Le procedure di manutenzione avvengono sotto la guida in tempo reale di personale sanitario esperto, coordinato dal responsabile infermieristico Alessandro Cappella. Attraverso l’utilizzo di un visore dedicato, l’operatore osserva le manovre compiute a domicilio dal caregiver, fornendo indicazioni per il lavaggio del catetere con soluzione fisiologica e la sostituzione delle medicazioni.
Questa tecnologia garantisce la sicurezza delle operazioni, consentendo al professionista di intervenire prontamente con raccomandazioni tecniche durante l’esecuzione delle manovre.
Benefici per la qualità di vita degli assistiti
L’adozione della teleassistenza elimina la necessità di spostamenti settimanali verso l’ospedale per la manutenzione ordinaria dei dispositivi. Il risparmio di viaggi frequenti incide direttamente sul benessere degli individui in età avanzata o con ridotta mobilità.
“Il progetto dimostra come anche nel nostro territorio stiano prendendo forma modelli assistenziali innovativi che integrano competenze cliniche e tecnologie digitali. L’obiettivo è ampliare le possibilità di cura e assistenza domiciliare, offrendo ai pazienti più fragili servizi di prossimità sempre più efficaci e sicuri”, conclude Russo.