Lodi

"L'azienda ci ascolti": alla Icr di Lodi in 140 incrociano le braccia

Il sindacato: "Successo della nostra iniziativa di protesta. Ora l'azienda si sieda al tavolo delle trattative"

"L'azienda ci ascolti": alla Icr di Lodi in 140 incrociano le braccia
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Scatta lo sciopero alla Icr di Lodi: in 140 incrociano le braccia e chiedono all'azienda di sedersi al tavolo delle trattative coi sindacati.

In 140 della Icr fanno sciopero

Oltre 140 dipendenti fuori dai cancelli della ICR di Lodi per lo sciopero indetto dall' Ugl Chimici per la giornata di ieri, venerdì 31 marzo 2023.

Alta l'adesione di tutti i reparti produttivi che contano circa 250 addetti, per la maggior parte donne.

Lavoratori, rappresentanza sindacale unitaria e organizzazioni sindacali, sulla spinta di quello che l'organizzazione Ugl ha definisce come "grande successo dello sciopero" auspicano che si possa riaprire il tavolo delle trattative e che l'azienda possa modificare le proprie posizioni di diniego alle richieste dei lavoratori sia economiche che di migliori condizioni organizzazione e di gestione dei carichi di lavoro.

Le dichiarazioni dei lavoratori in sciopero

I sindacalisti presenti alla manifestazione hanno raccolto alcune dichiarazioni delle lavoratrici e dei lavoratori presenti alla manifestazione di protesta che lamentano la difficoltà di conciliare lavoro e famiglia:

"I miei figli vivono con me e con il turno notturno non li riesco a gestire perché una baby sitter mi costa di più di quanto guadagno lavorando di notte"

"I crescenti carichi di lavoro in produzione gravano quasi totalmente sul personale femminile che assimila le condizioni di maggior stress"

"Con le notti e i sabati straordinari non riesco più a gestire la mia vita familiare"

"I sacrifici e disagi per il surplus lavorativo richiesto dall'azienda ha visto solo aumenti minimali del mio stipendio netto in busta paga"

"Durante la pandemia io e le mie colleghe abbiamo lavorato rischiando la vita e l'azienda si deve ricordare anche dei nostri sacrifici nei momenti bui e duri"

"Negli anni scorsi in cassa integrazione ho avuto una riduzione dello stipendio; adesso che l'azienda ha un nuovo cliente e ci chiede di lavorare di più, che ci paghi come si deve"

"E' giusto lavorare per vivere pagati dignitosamente per i sacrifici e disagi delle notti e dei sabati, non è giusto vivere e lavorare così per poco più del normale stipendio"

"Non devono prevalere solo le esigenze produttive e lavorative sulle vite delle persone, esiste anche una vita familiare ed extralavorativa".

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