La rinuncia al percorso di valutazione Michelin ha portato con sé una ristrutturazione tecnica. Si è conclusa la collaborazione con lo chef Alessandro Proietti Refrigeri, che proseguirà la sua carriera nel mondo dell’alta cucina creativa.
In copertina lo staff della cucina dopo aver ricevuto la stella
La Coldana di Lodi rinuncia alla stella Michelin
Stasera, giovedì 22 gennaio 2026, il ristorante La Coldana di Lodi riapre i battenti inaugurando un nuovo capitolo della sua storia. Dopo tre anni consecutivi trascorsi sotto i riflettori della Guida Michelin, i titolari Alessandro Ferrandi e Fabrizio Ferrari hanno annunciato una decisione che scuote il mondo della ristorazione: hanno rinunciato alla stella.
La scelta matura dopo un’attenta riflessione avvenuta alla fine del 2025. Nonostante il riconoscimento sia da sempre considerato il massimo traguardo per un ristoratore, i soci fondatori hanno avvertito la necessità di una brusca inversione di marcia.
Il post con l’annuncio:
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L’obiettivo è chiaro: riappropriarsi di un’identità che sentivano scivolare via tra eccessivi formalismi e standard di servizio diventati troppo onerosi.
“Da noi si viene per mangiare”
Il prestigio internazionale e l’incremento di fatturato che solitamente accompagnano la stella Michelin oggi devono fare i conti con una realtà economica complessa. Tra costi energetici fuori controllo, difficoltà nel reperire personale qualificato e standard qualitativi che impongono spese gestionali altissime, il modello del fine dining sembra mostrare le prime crepe.
“Da noi si viene per mangiare, non per capire”, hanno dichiarato i titolari sottolineando come il pubblico attuale, anche quello più raffinato, cerchi oggi meno liturgia e più sostanza.
La stella, per La Coldana, rischiava di trasformarsi in un moltiplicatore di costi che il mercato reale non è più disposto ad assorbire. Da qui la volontà di tornare a essere il ristorante di fiducia dei lodigiani, con piatti leggibili e prezzi chiari.
Chi è il nuovo cuoco
La rinuncia al percorso di valutazione Michelin ha portato con sé una ristrutturazione tecnica. Si è conclusa la collaborazione con lo chef Alessandro Proietti Refrigeri, che proseguirà la sua carriera nel mondo dell’alta cucina creativa. Al suo posto subentra Andrea Vignale, già sous chef del locale negli ultimi quattro anni e profondo conoscitore della filosofia de La Coldana.
Nonostante il cambio al vertice della cucina, la brigata di sala e la pasticceria, affidata a Carlotta Goretti, rimangono invariate. Lo staff ha scelto di restare compatto intorno a questo nuovo progetto di cucina misurata ed essenziale. La location rimane la suggestiva Cascina Coldana, un edificio del 1700 immerso nella campagna.
La lezione di Gualtiero Marchesi
Sebbene tecnicamente non si possa restituire una stella – essendo il giudizio della guida un atto unilaterale – la posizione della proprietà è quella di smettere di organizzare il lavoro in funzione di tale valutazione. Un approccio che richiama la celebre presa di posizione di Gualtiero Marchesi che nel 2008 rinunciò a tre stelle Michelin.
Per La Coldana, il 2026 segna il ritorno alle origini: una cucina accessibile nel gusto e nel servizio, capace di far sentire l’ospite a casa senza rinunciare al rigore tecnico. La scommessa di Ferrandi e Ferrari è quella di dimostrare che si può fare ristorazione d’eccellenza mettendo al centro la persona e il piacere della tavola, svincolandosi dalle logiche delle classifiche internazionali.