La sanità lodigiana segna nuovi traguardi nel trattamento delle patologie cardiovascolari. Nella giornata di venerdì 15 maggio 2026, il primario Pietro Mazzarotto ha tracciato il bilancio di una struttura in costante evoluzione tecnologica e clinica.
L’attività di Emodinamica e la prevenzione dell’ictus
Il reparto dell’Ospedale Maggiore di Lodi ha implementato l’offerta di salute introducendo procedure per la cura di patologie complesse come l’infarto a coronarie indenni, lo shock cardiogeno e l’embolia polmonare. Secondo il direttore della struttura, Pietro Mazzarotto:
“La nostra Cardiologia ha registrato negli ultimi anni una costante evoluzione, in termini di attività, know-how ed esperienza clinica e supporto tecnologico. Uno sviluppo segnato da un forte spirito di squadra e da un significativo lavoro d’équipe”.
Sotto la guida del responsabile Mario Bollati, l’Emodinamica ha raggiunto le 1.300 procedure annue sulle coronarie, segnando un incremento del 40% rispetto al quadriennio precedente.
L’attività si concentra anche sulla riduzione dei trombi cardiaci per prevenire l’ictus e sulla gestione delle valvulopatie gravi in sinergia con il San Matteo di Pavia. In merito a questo protocollo, il medico specialista ricorda che le forme più acute “le trattiamo con il supporto della cardiologia del San Matteo, presso cui trasferiamo e operiamo i nostri pazienti per poi successivamente riportarli, in condizioni di massima sicurezza, al Maggiore e dimetterli”.
Per i casi di shock, circa quindici l’anno, si utilizza una pompa meccanica di supporto e, se necessario, la tecnica salva vita ECMO.
Elettrofisiologia e il debutto dell’elettroporazione
Il settore dell’Elettrofisiologia, coordinato dal responsabile Luca Poggio, ha raddoppiato i volumi rispetto al 2022, effettuando circa 500 interventi di elettrostimolazione per l’impianto di pacemaker e defibrillatori. Grazie a sistemi di mappaggio moderni, la struttura gestisce l’intero percorso della fibrillazione atriale. Come spiega il dirigente medico:
“Oggi siamo in grado di gestire l’intero percorso della fibrillazione atriale, l’aritmia più comune: tecnologie di nuova generazione e moderni sistemi di mappaggio ci consentono di operare con maggiore precisione”.
Entro il mese di giugno verrà inoltre introdotta l’elettroporazione, tecnica che utilizza impulsi elettrici selettivi per trattare le cellule cardiache anomale senza danneggiare i tessuti sani.
Unità di Cure Coronariche e sinergia d’équipe
Il consolidamento della struttura passa attraverso il lavoro dell’Unità di Cure Coronariche (UCC), che conta oltre 300 ricoveri annui. Il primario Mazzarotto sottolinea l’importanza del supporto multidisciplinare:
“Decisivo nella nostra evoluzione è il contributo di tutti, a partire di chi opera nell’UCC (unità di cure coronariche) di cui è responsabile Giovanni Bertazzoli, con oltre 300 ricoveri l’anno, e nell’ambito dell’imaging diagnostico. Il paziente può trovare così tutto ciò che è in grado di rispondere alla sua domanda di salute. Indispensabile, da questo punto di vista, l’apporto degli anestesisti e rianimatori della struttura di Gianluca Russo”.
L’integrazione tra diagnostica per immagini e supporto rianimatorio garantisce ai pazienti un percorso di cura completo all’interno della rete ospedaliera locale.