Il comune di Caselle Lurani ha ospitato a metà febbraio 2026 la presentazione pubblica di ANXHIΣE, iniziativa dell’ASST dedicata al censimento della popolazione con età superiore agli 85 anni.
L’obiettivo dell’intervento è individuare le fragilità fisiche e sociali dei residenti per orientarli verso percorsi di cura appropriati, evitando l’aggravamento di patologie croniche o situazioni di isolamento.
Le origini e la diffusione territoriale del servizio
Il piano d’azione nasce da una proposta di Maurizio Vigo, medico di medicina generale in quiescenza che ha prestato servizio nei comuni del Distretto Alto Lodigiano. Oltre a Caselle Lurani, il progetto coinvolge Salerano al Lambro e Casaletto Lodigiano. Silvana Tosi, responsabile del polo territoriale della DAPSS, specifica il ruolo del professionista:
“Il Dott. Vigo ha infatti collaborato attivamente con i servizi coinvolti, offrendo il proprio supporto nella definizione degli obiettivi e delle modalità operative, mettendo a disposizione la sua esperienza clinica e la conoscenza del territorio”.
Sebbene il target principale sia composto dagli ultra 85enni, la possibilità di compilare la scheda di censimento è estesa anche ai cittadini più giovani che avvertano necessità assistenziali.
Primi risultati e presa in carico
I dati relativi a Salerano al Lambro indicano che 31 schede sono risultate idonee per una valutazione da parte della Casa di Comunità di Sant’Angelo Lodigiano. Attualmente, 15 persone sono state inserite in un percorso di cura specifico, inclusi quattro soggetti con età inferiore agli 85 anni. A questi si è aggiunto un ulteriore paziente che ha richiesto autonomamente supporto presso il Punto Unico di Accesso (PUA) dopo la fase informativa del progetto.
Il ruolo degli infermieri di famiglia e di comunità
L’attuazione operativa del protocollo ANXHIΣE è affidata agli Infermieri di Famiglia e di Comunità (IFeC). Questi professionisti svolgono visite domiciliari per valutazioni cliniche e sociali, monitorano l’aderenza alle terapie farmacologiche e supportano i caregiver familiari.
L’intervento prevede inoltre l’attivazione dei servizi territoriali necessari per prevenire complicanze legate alla cronicità, in linea con le direttive di Regione Lombardia per la presa in carico dei soggetti fragili.
Un modello proattivo per la prevenzione locale
L’integrazione tra enti comunali e servizi sanitari permette di mappare in modo preciso la situazione epidemiologica locale. Come spiegato da Tosi e Vigo:
“Il progetto ha permesso di ottenere una fotografia aggiornata della situazione socio sanitaria della popolazione anziana e fragile del territorio, evidenziando bisogni spesso non intercettati dai percorsi tradizionali”.
La collaborazione multidisciplinare tra PUA, amministrazioni e infermieri mira a trasformare l’assistenza da reattiva a proattiva, intervenendo prima che le criticità socio-sanitarie diventino emergenze.