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Ex Airpack, avanti il confronto tra azienda e sindacati: il 25 marzo nuovo incontro

Assemblea tesa: lavoratori preoccupati, si cercano acquirenti e possibili soluzioni per salvare il sito

Ex Airpack, avanti il confronto tra azienda e sindacati: il 25 marzo nuovo incontro

Si terrà il 25 marzo il prossimo incontro tra azienda e sindacati per il sito ex Airpack – situato nel comune di Ossago Lodigiano – fissato durante il confronto di ieri, lunedì 9 marzo 2026. Un appuntamento seguito da un’assemblea dal clima teso, segnata dalla rabbia e dalla forte preoccupazione dei lavoratori per il proprio futuro occupazionale.

Incontro di lunedì 9 marzo

Dall’incontro è emerso un quadro negativo: l’azienda ha respinto la richiesta di cassa integrazione straordinaria e punta a chiudere rapidamente la procedura, mentre i sindacati intendono utilizzare tutti i 75 giorni previsti per cercare un compratore e scongiurare lo smantellamento del sito.

L’unica apertura riguarda la valutazione dei prepensionamenti, che però coinvolgerebbe un numero molto limitato di lavoratori. Durante l’assemblea successiva è emersa forte tensione, con preoccupazione crescente tra i dipendenti – molti dei quali intorno ai cinquant’anni – per le difficoltà di ricollocazione.

“La richiesta principale era la possibilità di avere la cassa integrazione straordinaria, che avrebbe permesso di avere più tempo per gestire l’impatto della chiusura dell’azienda. Su questo c’è stata una forte chiusura: l’azienda vuole chiudere la partita il prima possibile. Le condizioni attuali prevedono di utilizzare tutti i settantacinque giorni della procedura di licenziamento collettivo per cercare eventuali compratori, perché non ci arrendiamo al fatto che il sito produttivo venga smantellato.

L’azienda ha anche riconosciuto i gravi errori di gestione degli ultimi tre anni, che hanno portato una realtà un tempo in salute a una forte perdita. I lavoratori stanno pagando errori non loro, mentre il gruppo, a livello globale, sta bene e dovrebbe essere solidale invece di sfuggire alle responsabilità. Dopo l’incontro abbiamo fatto un’assemblea e si è percepito un clima molto teso, con molta rabbia. C’era grande attesa sulla possibilità della cassa integrazione per un anno, e la chiusura su questo punto ha pesato molto. I lavoratori sono preoccupati, soprattutto per l’età media intorno ai cinquant’anni, perché il ricollocamento sul territorio è molto difficile.” ha concluso Stefano Priori – Segretario Generale della Femca Cisl.

Stefano Priori – Segretario Generale

Si sofferma sulla percezione e la preoccupazione dei lavoratori anche Morwenna Di Benedetto, Segreteria Generale Filctem Cgil Lodi:

“Abbiamo accolto tanto malessere, delusione, amarezza, che però abbiamo invitato a canalizzare nella volontà di rimanere uniti e lottare fino alla fine tutti insieme. Manteniamo lo stato di agitazione, ma non proclamiamo sciopero perché sarebbe a vantaggio dell’azienda e a scapito dei lavoratori, non ci porterebbe a nulla visto che si parla di chiusura dell’attività produttiva. Andremo a fondo con le mobilitazioni che ci restano, cercando di danneggiare il meno possibile i lavoratori”.

Per poi focalizzarsi sulle risposte dell’azienda:

“L’azienda ci fa sapere che non considera le nostre richieste, sia di ricorso alla cassa integrazione straordinaria sia di revoca della procedura. Non tiene neanche in considerazione l’utilizzo di un ammortizzatore sociale che poteva darci non la soluzione al problema, ma quanto meno ossigeno per valutare soluzioni alternative: non solo la ricollocazione sul mercato territoriale dei lavoratori, ma anche un piano di prepensionamento, di accompagnamento alla pensione, e anche eventuali proposte dal mercato per l’acquisizione dell’assetto produttivo stesso, che è la nostra ultima ancora di salvezza.

Il nostro appello è agli imprenditori interessati a quel tipo di business, perché solo quello sarebbe per noi l’unico anello che ci congiunge con la casa madre. Se dovesse esserci qualche compratore — non delle macchine o dei materiali, ma della forza lavoro, dell’impianto, dell’aspetto produttivo — quella sarebbe la soluzione al dramma della procedura aperta in Airpack”

Le dichiarazioni del Primo Cittadino

A intervenire sulla vicenda è stato anche il sindaco, presente al tavolo di confronto, che ha espresso la propria vicinanza ai lavoratori e ribadito l’importanza di individuare una soluzione sostenibile, anche in considerazione della storicità del sito produttivo.

“Mai dare per scontato l’esito delle trattative, ma l’incontro di ieri ha aumentato la preoccupazione tra sindacati e lavoratori. I lavoratori sono molto uniti, responsabili e consapevoli di ciò che sta succedendo, e continueranno a lavorare per quanto possibile: è una grande dimostrazione di senso di responsabilità. Credo facciano bene a mantenere questo atteggiamento, cosa che la proprietà non ha dimostrato in questi due o tre anni, con grosse responsabilità a livello di direzione. Mi auguro che la situazione possa invertirsi e che venga mantenuto il sito produttivo, perché non è solo un bene del territorio di Ossago, ma un patrimonio di tutto il territorio lodigiano”.